Zanzare sterili contro la malaria

Crisanti ed il suo team sono infatti riusciti a manipolare il DNA della zanzara Anopheles Stephensi, l’insetto vettore della malaria e responsabile dei numerosi contagi che avvengono ogni anno nei paesi in via di sviluppo. Grazie ad una particolare proteina fluorescente, in grado di esprimere il colore verde acceso solo negli individui maschi, Crisanti è infatti riuscito nella difficile opera di riconoscimento del sesso della zanzara Anopheles Stephensi, quando l’insetto si trova ancora all’inizio dello stadio larvale. Grazie alla "proteina verde", i ricercatori potranno riconoscere facilmente le larve del maschio, praticando la sterilizzazione dell’insetto ed il successivo rilascio nell’ambiente. Con questa tecnica si potrà quindi impedire che insetti vettori, contaminati dal protozoo "Plasmodium falciparum" (il parassita che causa la malaria nell’uomo), possano riprodursi nell’ambiente. La tecnica del "controllo delle nascite" si è già rivelata un successo per altre tipologie di malattie, causa di gravi emergenze sanitarie. Sino ad oggi, però, tale "modus operandi" non era possibile a causa dell’impossibilità di riconoscere il sesso dell’animale quando questo si trova ancora allo stadio (precoce) di larva. Le ricerche di Crisanti e del suo team consentono infatti di immettere nell’ambiente individui maschi sterili consentendo, al contempo, di "bloccare" la riproduzione di eventuali zanzare Anopheles Stephensi femmine, già vettori del "Plasmodium falciparum".

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