Zzz…Telenarcolettici selettivi cercansi

Onopatopee e fonosimbolismi a parte il problema che sto per descrivervi è di quelli che hanno una forte ricaduta sociale. Provate ad immaginare la scena seguente. Serata normale in famiglia. Dopo una giornata di lavoro, consumata una cena frugale con mia moglie e mia figlia, prendo posizione sul divano per scambiare due parole con le congiunte. Pigio il tasto di accensione del televisore. La lucetta rossa dello stand by lascia il campo ad una delle immancabili strisce quotidiane di uno degli immancabili reality. Il mio timer interiore comincia un inesorabile conto alla rovescia che di li a pochi minuti mi vedrà cambiare dallo stato di veglia a quello di coscienza ottenebrata fino alle fasi rem. Entro ancora nel dettaglio. Sul video scorrono le immagini dell’ennesimo cantante e/o attore meteora che per recuperare l’antica visibilità si è reciclato naufrago, fattore o "artista" circense. La mia attività celebrale rallenta e le onde alfa di un ipotetico elettroencefalogramma, tipiche dello stato di veglia in rilassamento ad occhi chiusi, cedono il passo ad ondulazioni abbastanza regolari. Due ex vip cominciano a discutere animatamente per qualcosa che sanno solo loro, ma che dopo una breve escalation assurge a problema di stato. Volano malaparole e qualche ceffone. Sono passati solo pochi minuti e cominciano a prevalere le onde con brevi esplosioni di attività celebrale. L’ex vip di turno irrompe nella scena in un dirotto pianto liberatorio dopo la litigata con l’altro ex vip. Le mie onde cerebrali diventano lente e grandi. É il primo vero sonno. I due ex vip, grazie all’intercessione della bella presentatrice sono di nuovo grandi amici. Effusioni, baci e abbracci. Il sottoscritto è già nella fase di sonno profondo. In questo momento le onde che visualizzano la mia attività cerebrale sono piuttosto lente. Il tempo fin qui trascorso può variare dai quindici ai trenta minuti. Dopodiché un susseguirsi di fasi rem ininterrotte fino al momento in cui mi alzo dal divano ed arranco fino al letto. Questo è quanto accade più o meno ogni sera. La cosa, poi, diventa assai imbarazzante nel caso in cui, oltre alla ristretta cerchia familiare, siano coinvolte altre persone. Una pizza tra amici, dopo cena ci si siede per qualche ciarla, magari si accende la tv con la fiction in sottofondo e zac… la palpebra si fa pesante, la lucidità scema e il disagio degli astanti diventa sempre più tangibile . Qualche convenevole, qualche parola di circostanza: "scusate si è fatto tardi, è stata una settimana pesante… I piccoli sono stanchi, è ora che li portiamo a dormire…". E io lì a spiegare, a tentare una improbabile giustificazione: "no, guardate la vostra compagnia è squisita è che, sapete, la narcolessia, le frequenze televisive, non so che mi capita, comunque mi succede spesso, forse dovrei parlarne con un medico…". Risultato? La mia vita sociale distrutta dalla televisione ed anche il mio equilibrio familiare comincia a vacillare. Eppure non è sempre stato così, o meglio in alcune occasioni questo problema seccante non si è manifestato. Qualcuno di voi ha mai visto la versione televisiva del "Mahabharata" di Peter Brook? Ben tre ore e dieci minuti di narrazione sulla guerra tra i Pandava e i Kaurava. Un lungometraggio girato interamente in interni, in studio, per preservarne l’originaria impronta teatrale. Per di più in lingua originale e sottotitolato. Roba da mettere a dura prova il cinefilo più accanito. Ebbene la visione di questo film, in ora peraltro piuttosto tarda, non ha provocato in me il benché minimo cedimento. Ho testimoni pronti a giurarlo. Potrei portare vari altri esempi del genere. Ergo devo desumere che la mia sia una sorta di narcolessia selettiva, anzi di telenarcolessia selettiva. Ogni volta che il mio cervello viene sottoposto a determinati stimoli (vedi reality, fiction, talk show, partite di calcio, etc…) si rifiuta di continuare, smette proprio di funzionare. Ora mi chiedo se tale situazione sia comune ad altri soggetti, se esitano, che so, delle terapie di gruppo, delle comunità di recupero. Quello che lancio da queste pagine è un appello. Telenarcolettici di tutto il mondo, unitevi! Chissà che non… zzz… che magari, zzz…si possa, zzz, un giorno, zzzz, zzz, zzz…

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