2012 nero per settore auto: si è speso meno per mezzi e servizi

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La vendita delle auto ristagna, ma a preoccupare è anche il settore dei servizi. A sostenerlo è una nuova indagine di Econometrica che ha analizzato le singole voci dei consumi automobilistici, scoprendo un 2012 in calo del 6,37% rispetto all’anno precedente. Nell’anno che si sta per chiudere, infatti, sono calati gli acquisti di autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus, ma anche le spese relative ad interventi di manutenzione e riparazione, ricovero di mezzi, pedaggi autostradali, lubrificanti, assicurazioni e gomme (addirittura -14,12%). Dati che indicano un risparmio che, purtroppo, va spesso a discapito della sicurezza dei mezzi, oltre che del rinnovamento del parco auto a favore di mezzi meno inquinanti.

“Il calo è generalizzato a tutte le voci con la sola eccezione di quella relativa alle tasse automobilistiche e di quella riferita ai carburanti, che aumenta però soltanto per effetto del carico fiscale - spiega l’osservatorio di Econometrica -. Nel comparto dell’auto per ora vince dunque soltanto il Fisco. Tutti gli altri perdono, ma l’effetto Laffer, cioè la possibilità che all’aumento delle imposte consegua una diminuzione del gettito, è dietro l’angolo”.

Ma quali sono le voci di spesa più importanti del settore auto nel 2012? In vetta c’è quella per i carburanti, prevista di 71,8 miliardi, con il +6,06% rispetto al 2011. Un incremento che gli esperti non attribuiscono all’aumento dei costi di benzina e gasolio all’origine o dei consumi (in calo a due cifre), quanto alle imposte. Indice dei tempi, poi, è il fatto che nonostante i cali di spesa distribuiti, nel 2012 si è speso di più per manutenzione e riparazioni che per l’acquisto di nuovi mezzi: è la prima volta che accade e si giustifica con il fatto che la vendita è crollata del 24,60%.

Come detto, però, anche per le autofficine non sono rose e fiori. Anche qui, anche se meno rispetto agli autosaloni, è crisi: aumentano coloro che rinviano le manutenzioni e le riparazioni non indispensabili e meno gente si rivolge al meccanico perché, semplicemente, utilizza l’auto il meno possibile (lo dicono spese di pedaggi e carburanti).

Passando alle assicurazioni RC Auto, nel 2012 la spesa si è ridotta, anche se di poco. Considerato il leggero aumento dei prezzi sul 2012, probabile che molti abbiano cambiato compagnia (anche con l’utilizzo dei comparatori online) o abbiano limato i massimali e opzioni non indispensabili. Ad esempio, per incendio e furto si è speso il 7,51% in meno.

Peggio ancora va con la spesa per gli pneumatici: il -14,12% si legge come un risparmio dovuto alla minore percorrenza e alla preferenza di catene da neve sui più costosi pneumatici invernali. A dirci che gli italiani viaggiano di meno, o che risparmiano in ogni dove, c’è anche il calo dei pedaggi autostradali: -7,03% nonostante l’aumento delle tariffe.

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