Amici miei – Come tutto ebbe inizio: un classico rivisto da Neri Parenti

Amici miei

Nel quarto capitolo della saga, che si discosta volutamente da quelli di Monicelli e Loy, ci troviamo catapultati all’indietro, nella Firenze di fine ’400, alla corte di Lorenzo De’ Medici. Qui troviamo gli amici Duccio (Michele Placido), Cecco (Giorgio Panariello), Jacopo (Paolo Hendel), Manfredo (Massimo Ghini) e Filippo (Christian De Sica).

Come in passato, anche nel moderno prequel i protagonisti si distinguono per la capacità di fare scherzi e di vivere vicende al limite del grottesco con il puro intento di prolungare lo stato felice
della giovinezza e fuggire dalle responsabilità della vita adulta.

Neanche la peste li fa desistere dalle loro “zingarate”. Anzi quella drammatica situazione pare la più fertile per agire liberi ed indisturbati e dare seguito ai loro scherzi. Una città rinchiusa e spaventata è infatti l’ideale per far cadere dei malcapitati nelle beffe ordite dai cinque amici per esorcizzare la paura della morte.

E quando, dopo l’ultima beffa ai danni del legnaiolo ed eroe del calcio in costume Alderighi (Massimo Ceccherini), sembrano scarseggiare le vittime, perché non prendere di mira a sua insaputa proprio uno di loro? E’ così che Cecco diventa oggetto di una memorabile bravata dei goliardici amici. Bravata in cui giocherà la sua parte anche Lorenzo il Magnifico in persona (Alessandro Benvenuti). “Amici miei – Come tutto ebbe inizio” debutta al cinema mercoledì 16 marzo, alla vigilia della festa nazionale per l’Unità d’Italia.

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