Freakbeat: due generazioni a confronto, un nastro perduto, un furgone Volkswagen e tanto altro

Il film di Luca Pastore, non è solo un film. Non è un documentario. Non è,  pur essendo Tutto. Rimane lì, senza definizione, scanzonato e cortese, maldestro e demenziale, intellettuale e nostalgico, realistico e grottesco.

La storia inizia con Freak, un uomo che da giovane, assieme a molti altri aveva creato la storia della Beat Generation Italiana. Ora Freak è padre e si trova a dover cercare di capire sua figlia Margherita, che teme e ama, che non riesce a raggiungere pur avendola vicino. Decide di aiutarla con la sua ricerca scolastica, portandola con sè verso uno psichedelico viaggio con una missione altrettanto folle: ritrovare il nastro della mitica jam session tra gli Equipe84 e…Jimi Hendrix.

Ma sarà forse Margherita ad aiutare suo padre, ad usare il viaggio come pretesto per riavvicinarsi a lui, per conoscere quel mondo che le appare tanto lontano e fantasioso, lei che essendo una ragazzina è già così pragmatica e astuta, abituata ai ritmi e al cinismo del nostro tempo. Freak invece è come rimasto lì: incatenato nei magici anni ’60, porta gli stessi occhiali, lo stesso abbigliamento e par non accorgersi che il tempo non s’è fermato accovacciato sui sedili consunti del suo furgone Volkswagen, bensì ha travolto tutto, tutti i luoghi della sua giovinezza, tutti quelli della sua generazione, tutti i sogni e idee di libertà e di autenticità. Par non essersi accorto che il tempo s’è portato via tutti i fiori e anche il Beat: il “battito”… lo stupore.

O forse no? Forse ritrovare quel nastro potrebbe restituirgli la Speranza? Forse potrebbe, quel viaggio, insegnare a due generazioni così distinte a convivere? Forse il Beat non è stato “sconfitto”. Forse il Beat resiste ed E’ …ancora. Con un’Emilia da cartolina, sfondo di un road-movie divertente, tra video musicali, fotogrammi in bianco e nero, fotogrammi in colori sgargianti, improponibili e bizzarri personaggi ed interviste curiose su cui meditare, riusciranno i nostri eroi a ritrovare quel nastro e quindi a ritrovare se stessi, padre e figlia, l’uno, nell’altra?

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