Kate Winslet oltre il successo: la famiglia e il peso

Titanic 3D

Abbiamo imparato a conoscerla per i suoi ruoli intensi in film importanti che le sono valsi un premio Oscar con “The Reader” di Stephen Daldry e ben sei candidature alla prestigiosa statuetta dell’Academy. I fan la osannano per il ruolo di Rose in “Titanic”, ma lei non si scompone più di tanto.

Già, perché la 36enne Kate Winslet è tutto fuorché una diva… negli atteggiamenti, nelle parole e nelle scelte artistiche. La dimostrazione, l’ultima in ordine di tempo, arriva dalla pausa che si è presa dopo l’intenso lavoro del 2009 e nonostante la “grande pubblicità” di Titanic in 3D.

Si sta prendendo una pausa? “Cerco sempre di prendermi un anno abbondante di pausa tra un film e l’altro – confessa l’attrice nell’intervista per il nuovo numero di Vanity Fair -. Per avere il tempo di far raffreddare le cose, di rallentare un attimo”. Kate Winslet sembra sempre trovare nuove energie dal ritorno alla vita di tutti i giorni: “Ho sempre avuto una vita normale e sempre l’avrò. Sono gli altri, è tutto quello che gira intorno al mio mestiere che la rende ‘anormale’. Io cucino, faccio la spesa, accompagno i miei figli a scuola: sono sicura che ha letto queste cose su di me”.

Non solo letto, perché della sua normalità Kate Winslet ha parlato ampiamente in una lunga e divertente intervista da Chiambretti. Il difficile è capire dove finisca la verità e nasca il mito… “Ed è tutto vero. Sono consapevole che avendo avuto una carriera cominciata molto presto, e una vita adulta sotto gli occhi di tutti, c’è gente che continua e continuerà a farsi domande su di me e su come conduco la mia vita. Ma come fa con i figli? Ma dove li lascia? I miei figli stanno sempre con me. Fine della discussione”.

Un’altra concessione alla letteratura su Kate Winslet riguarda la battaglia contro le donne troppo magre che affollano il mondo dello spettacolo. Stanca di schierarsi al fianco delle donne che non sono una taglia 38? “Stufa, piuttosto, del significato che ha il fatto che siamo qui a parlarne: vuol dire che niente è cambiato. Per il resto no, credo sia importante continuare a ribadire che la normalità non è quella che ci fanno vedere. Ad essere sincera, io neanche le conosco donne che portano la 38. Anzi sì, una: mia figlia. Solo che Mia ha 11 anni”.

Eppure Kate ha dovuto sopportare qualche critica proprio per la sua silhouette non proprio filiforme. Le danno fastidio? “Non più. È una di quelle cose di cui ho imparato veramente a fregarmene. Una volta no, mi ferivano. A 20 anni dicevo che non mi importava, ma in realtà ci soffrivo, eccome. Pubblicamente facevo la superiore, ma dentro ne morivo. Adesso no. Ci vuole tempo, ma si impara”. Un consiglio, allora, alle donne che fanno della linea un problema serio. Come si impara? “Nel modo più duro: sbattendoci la faccia”. Per qualcuno, però, è più difficile. “Capisco che cosa intende, ed è vero che ci vuole molto tempo per liberarsi di quella bambina grassa, ma sa cosa? Sono sinceramente grata per il mio sedere. Oddio, non è una battuta fantastica?”.

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