Il principe del deserto: un racconto epico sotto il sole d’Arabia

Il principe del deserto di Jean-Jacques Annaud

Con Tahar Rahim, Mark Strong e Freida Pinto, oltre al già citato Antonio Banderas, “Il principe del deserto” porta sullo schermo aspetti del mondo arabo raramente affrontati dal cinema. Lo spunto arriva da una vicenda che si dipana sotto il sole spietato del deserto, dove due sultani si ritrovano faccia a faccia al termine di una cruenta battaglia.

Da una parte c’è il vincitore, Nesib emiro di Hobeika (Antonio Banderas), dall’altra lo sconfitto Amar sultano di Salmaah (Mark Strong). Al primo spetta il compito di dettare le condizioni di una pace scomoda: “La Striscia Gialla”, anche nota come la terra di nessuno, no potrà essere più reclamata.

La vittoria di Nesib nasconde, però, un accordo derivante dal costume tribale: l’emiro “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh (Akin Gazi) e Auda (Tahar Rahim). Sono loro la garanzia del trattato.

Passano gli anni e Saleeh e Auda diventano due uomini molto diversi tra loro: impulsivo il primo, studioso e pacato l’altro. A sconvolgere le loro vite è la fame di petrolio del texano Corey Johnson che, quasi inconsapevolmente, innesca un meccanismo di intrighi politici, tribali e di affetti che sconvolgono la realtà dei protagonisti. Auda, diviso tra la principessa Leyla (Freida Pinto) e la giovane schiava Aicha (Liya Kebede), scoprirà di avere un compito davvero speciale.

Nelle sale italiane da venerdì 23 dicembre 2011, “Il principe del deserto” porta sul grande schermo una storia epica, sullo sfondo di un’Arabia sconosciuta ai più.

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