The Impossible

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L’impatto iniziale dello spettatore con la pellicola spagnola è devastante: il realismo e l’efficacia dello tsunami ricreati sullo schermo da Bayona colpiscono fin da subito e si viene letteralmente travolti dall’acqua e dai detriti che tirano a fondo una Naomi Watts perfetta ed un Tom Holland (il primogenito dei 3 figli della coppia ed all’esordio assoluto come attore) presente e vivissimo. La costruzione meticolosa del set non lascia scampo nemmeno quando le acque si placano e si torna a respirare l’ansia e la devastazione. Nemmeno Clint Eastwood con Hereafter (2010) era riuscito a rendere l’idea  in maniera così vivida. Quella della disperazione e della devastazione nel fango e nel sangue. I 45 milioni di budget della produzione spagnola sono molti, ma non moltissimi e Bayona se li fa bastare utilizzandoli al meglio.

Poi si vira puntando la macchina da presa su Ewan McGregor e i due figli più piccoli (Samuel Joslin e Oaklee Pendergast) che, salvati dal padre, vengono messi al sicuro perchè il genitore non può rassegnarsi al fatto di aver perso la moglie ed il primogenito. E qui si inizia troppo a giocare con la pazienza dello spettatore anche perchè la caccia dei protagonisti arriva fino al parossismo in cui tutti si perdono per diversi minuti pur essendo nello stesso posto, fino al finale lieto ed  inevitabile che già si presagiva.

La colonna sonora di Fernando Velázquez è pregevole, ma tende ad enfatizzare troppo il sentimentalismo e rovina il realismo della prima, splendida, ora di film.

In definitiva, un film buono che raggiunge il massimo della godibilità nella prima parte ed è debole nella seconda, quando il dramma cede troppo alla disperazione ed all’incapacità di reagire. Molti hanno visto il sadismo del regista verso i propri personaggi – tipico di Lars Von Trier in molte sue pellicole – ma questo è un giudizio eccessivo per il bravo regista e per il film. E’ facile commuovere lo spettatore con storie del genere, soprattutto se li si ammonisce con il messaggio della ’storia vera’ sin dalla locandina, ma il successo di Bayona va letto ed interpretato con le parole di Maria Belon, la madre reale della famiglia spagnola: Non è la nostra storia, ma la storia di molte, moltissime persone’. Soprattutto di tutti quelli che non sono sopravvissuti al disastro.

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