The Impossible: il ricordo di una catastrofe rivissuto attraverso un dramma familiare

film The Impossible

La trama di “The Impossible” prende spunto dal drammatico tsunami che, nel 2004, ha colpito con violenza le isole indonesiane, dando prova di quanto la natura possa essere distruttiva nella sua imprevedibilità. Un ricordo che ancora oggi tocca, anche grazie alle numerose immagini e video giunti fino a noi, la nostra parte più recondita, dove si nascondono le nostre paure. Come uno spaccato di vita quotidiana, o la spensieratezza di una meravigliosa vacanza, possano trasformarsi, senza preavviso, in una situazione apocalittica e lontanissima dai nostri pensieri.

E’ proprio da una situazione del genere che parte questa storia, una storia vera. La vicenda di una famiglia spagnola, Henry, Maria ed i loro tre figli durante una vacanza natalizia in Thailandia, che vive la drammaticità di una situazione inimmaginabile, impossibile; che vive la tragedia nella tragedia, cioè la separazione successiva all’onda anomala, che lotta per sopravvivere e per ritrovarsi in un susseguirsi di situazioni magistralmente girate, spesso in chiave horror, da Bayona, che presta la sua esperienza pregressa per ridisegnare le scene, già di per sé drammatiche, in chiave ancora più cruda.

E’ proprio nella scelta dei personaggi che si legge l’obiettivo di “The impossible” di toccare la sensibilità degli spettatori: una famiglia occidentale immersa in un dramma che ha colpito pesantemente per lo più gente locale. Come per risvegliare le paure recondite che spesso portano noi continentali a ritenere “impossibili” le situazioni che si manifestano nelle zone meno stabili del nostro pianeta.

E’ tramite questi personaggi, con una particolare attenzione al ruolo dei figli (ottima l’interpretazione di Tom Holland nel ruolo di Lucas), che Bayona ripercorre le scene più spaventose e più difficili da trasmettere (nella realtà), attraverso il video. Quell’orrore reale, che si è potuto toccare veramente, e che dall’altra parte del mondo è stato ovattato dalle scene lontane e anestetizzate che ci hanno trasmesso i TG e i documentari. Così come le scene di umanità e solidarietà che, spesso, solo le situazioni estreme riescono a risvegliare.

Il film si ripropone di stuzzicare le sensazioni più profonde degli spettatori: paura, distacco, affettività, commozione. E ci riesce utilizzando ciò che più violentemente tocca l’intimo delle persone. Un evento “impossibile”.

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