Torna “Roma città aperta”

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Era il 1945 quando Roberto Rossellini iniziò le riprese di un film che avrebbe cambiato il mondo del cinema. I tedeschi avevano abbandonato da poco i confini,  l’Italia cercava di curare le profonde ferite provocate dalla Grande Guerra e un piccolo regista era pronto a creare uno dei capolavori del Neorealismo, che lo avrebbe reso il protagonista indiscusso dell’arte cinematografica italiana.

Le condizioni in cui ”Roma città aperta” venne girato erano pessime. I soldi erano scarsi, Cinecittà era stata quasi del tutto smontata e trasformata in un luogo di rifugio per i perseguitati della guerra, le vie erano dilaniate ma, la maestria di Rossellini e la recitazione dell’esordiente Anna Magnani, fecero della pellicola il manifesto del cinema italiano dell’epoca.

Il film sarà presentato il 3 luglio durante la XXVII edizione de ”Il Cinema Ritrovato”, un festival promosso e organizzato dalla Cineteca di Bologna dal 29 giugno al 6 luglio. In questa occasione saranno riproposte anche altre opere, come “Falstaff” di Orson Welles, ”The Lusty Man” di Nicholas Rayn“Badlands – La rabbia giovane” di Terrence Malik e altri successi.

Il restauro della pellicola è partito dal suo ritrovamento avvenuto nel 2004. Il film è stato consegnato da Renzo Rossellini al laboratorio ”L’immagine ritrovata” della cineteca bolognese, che ha iniziato acquisendo digitalmente i fotogrammi per poi procedere con la loro pulizia. E’ stato durante questa operazione che i tecnici hanno potuto comprendere quanto fosse complicato girare un film in quel periodo: per realizzarlo sono stati utilizzati almeno dieci tipi di pellicole differenti unite tra loro, segno della povertà che caratterizzava il paese nel dopoguerra.

Al suo esordio ”Roma Città Aperta” ottenne il Grand Prix nel 1946 come miglior film; due Nastri d’Argento per la miglior regia e la miglior attrice non protagonista; e una nomination all’oscar come migliore sceneggiatura originale. Dopo questo successo, Rossellini completerà la sua ”Trilogia della guerra” con altri due film di enorme riscontro: “Paisà” (1946) e“Germania Anno Zero”(1948).

L’iniziativa della Cineteca di Bologna è stata dedicata anche ad Anna Magnani, che a 40 anni dalla sua morte ha lasciato un segno indelebile nella cultura del nostro paese.

Per gli amanti del cinema: scena della morte di Pina, tratta da una storia vera.

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