I tre moschettieri in 3D: Anderson riscrive le atmosfere del grande classico

I tre moschettieri di Paul W.S. Anderson

Ci voleva uno specialista in fantascienza come Paul W.S. Anderson (Mortal Kombat, Resident Evil, Death Race) per portare sul grande schermo una versione non banale del grande classico di Alexandre Dumas (padre). Per la scelta della tecnologia 3D certo, ma anche per le scene d’azione ricche di dettagli che richiamano al “fantasy” e rendendo l’ispirazione al racconto originale più libera che mai.

A tenere uniti il film “I tre moschettieri” alla storia raccontata con sapienza da Dumas, infatti, sono i personaggi, la trama ed i costumi tipici del tempo, anche se l’atmosfera che si respira potrebbe benissimo arrivare dal film sul supereroe di turno. Ray Stevenson, che veste i panni di Porthos, ha commentato: “Gli spettatori avranno bisogno di un massaggio quando lasceranno il cinema, perché avranno l’impressione di aver combattuto con noi. E’ veramente eccitante”.

Nonostante le invenzioni tecniche di Anderson, il film “I tre moschettieri” ci riconduce nel mondo di Porthos, Athos e Aramis, tre combattenti d’elite che servono il Re di Francia come i suoi migliori moschettieri. Dopo aver scoperto una cospirazione per rovesciare il trono, i moschettieri si imbattono in un giovane aspirante eroe di nome D’Artagnan e lo prendono sotto la loro ala protettiva. Insieme, dovranno fare luce sul complotto che minaccia la Corona e il futuro del continente.

In chiusura, segnaliamo che “I tre moschettieri” è stato girato in alcune delle più belle cittadine tedesche della Bavaria e ai Babelsberg Film Studios di Berlino.

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