Una 22enne scopre la massa mancante dell’universo grazie a una borsa di studio estiva

Amelia Fraser McKelvie

Ancora più sorprendente è il fatto che Amelia Fraser-McKelvie, un ingegnere aerospaziale che non ha ancora intrapreso la carriera di ricercatrice, è riuscita in appena tre mesi ad arrivare a risultati mai ottenuti da illustri scienziati che da quasi un secolo indagano sull’argomento. Inoltre, la massa mancante è stata individuata nel corso degli studi effettuati grazie ad una borsa di studio: Amelia è dunque una stagista!

Insieme ad un team di ricercatori della Monash School of Physics, l’area dell’ateneo che si occupa di Fisica, la giovane a ha quindi condotto, attraverso la tecnica dei raggi-X, una ricerca mirata alla materia oscura e, a quanto sembra, l’ha trovata o almeno ne ha scoperta una parte.

“Si è pensato, da un punto di vista teorico, che nell’Universo dovrebbe trovarsi circa il doppio della quantità di materia rispetto a quanto è stata osservata – spiega Kevin Pimbblet, professore della Monash che ha scelto Amelia per la borsa di studio -. Si è quindi ipotizzato che la maggior parte di questa massa mancante doveva essere collocata in strutture cosmiche su larga scala denominate filamenti”.

“Gli astrofisici avevano anche previsto che si sarebbe trattata di una massa a bassa densità – spiega Pimbblet -, ma di elevata temperatura, circa un milione di gradi Celsius. Questo significava che, in teoria, la si sarebbe potuta osservare alle lunghezze d’onda dei raggi-X. La scoperta di Amelia Fraser-McKelvie ha dimostrato che era proprio come si prevedeva”.

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