A 300 km dalla Terra per studiare le origini dell’universo

Stazione spaziale internazionale

Da ieri, 19 maggio, il rilevatore è “al sicuro” sulla ISS, dopo aver viaggiato sull’ultimo volo dell’Endeavour ed essere stato istallato sulla parte superiore del segmento S3 della Stazione Spaziale. Un’operazione estremamente delicata, quest’ultima, ma portata a termine con assoluta precisione da quattro astronauti: Roberto Vittori and Drew Feustel hanno manovrato il braccio robotico dello shuttle, Gregory Johnson e Gregory Chamitoff quello della ISS.

Ora l’AMS è attivo a tutti gli effetti, pronto ad affrontare la sua grande sfida scientifica. Il rilevatore raccoglierà centinaia di milioni di raggi cosmici primari che, dopo essere stati accelerati da forti campi magnetici, hanno viaggiato moltissimi anni-luce prima di raggiungere l’esperimento.

La raccolta dei dati proseguirà per anni, producendo un flusso di dati di 7 Gigabits al secondo (ridotti a 2 Mbps in trasmissione). E anni saranno probabilmente necessari ad ottenere le prime risposte, una lunga attesa che vale però la criticità delle domande: “Da che cosa è composta la materia invisibile dell’Universo?” o “Che cosa è successo all’antimateria primordiale?”

“Il sensazionale obiettivo di AMS – ha dichiarato il premio Nobel Samuel Ting – è quello di sondare l’ignoto: per afferrare i fenomeni della natura che non siamo nemmeno in grado di immaginare o che ci sfuggono perché non abbiamo gli strumenti adatti a scoprirli”.

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