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“Mio figlio non ascolta nulla: è un disastro!” “Con mio figlio le ho provate tutte…non so più che fare!”. Queste sono solo alcune delle frasi che si sentono dire da molti genitori.

Quando gli “esperti” provano a spiegare il fenomeno parlano di società malata. Ma di chi è composta questa società?

In molti casi si scopre che  è  formata da genitori che, spesso, purtroppo,  nella visione delle cose e nel modo di affrontare gli eventi, risultano ancora figli, quando sono già mamme e papà. Ma come si può pretendere di “essere un modello educativo” se, all’acquisizione di responsabilità, si predilige la delega  in una sorta di S.O.S. Tata continua?

Risultato: una facile confusione, da parte dei genitori, tra autorità e autorevolezza e, con i figli, una  propensione all’amicizia piuttosto che alla regola, decisamente meno faticosa!

Come se ne esce ?: Forse basterebbe una maggiore  attenzione al fattore “tempo”, da spendere in qualità, ma anche in quantità con i propri figli. “Stare insieme” consentirebbe non solo una migliore conoscenza reciproca tra genitori e figli, ma un “mettersi in gioco” comune, in cui vi sarebbe una compartecipazione di emozioni, ma anche di regole, una condivisione di esperienze, ma pure una  precisa definizione dei ruoli.

Sarebbe sufficiente, forse, che i figli, sin da piccoli, sotto l’occhio attento dei genitori, imparassero ad assaporare la noia al fine di sviluppare capacità di organizzazione autonoma, modalità costruttive di impiego del tempo. Certo, ciò presuppone che i genitori non si limitino a “guardare” (magari iscrivendo i figli a miriadi di corsi riempitivi per loro, ma anche  per gli adulti!), ma “partecipino” alla loro crescita con la dovuta autorevolezza.

Dire dei NO significa innanzi tutto dirlo da adulti a se stessi, oltre che ai figli, con la consapevolezza che negare la soddisfazione immediata aiuti a crescere,  motivi la fatica della conquista.

Il mondo adulto, allora, una volta per tutte dovrebbe mettere la parola “FINE” alla sua  adolescenza, in virtù del ruolo a cui è chiamato dalle nuove generazioni.

I figli, forse, chiedono proprio questo: un sano equilibrio tra la Signorina Rottenmeier e Mrs Doubtfire!

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