Badante e baby sitter oggi sono condominiali

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Se la necessità di una badante aumenta esponenzialmente con il crescere delle persone anziane che vivono da sole, altrettanto non fanno le pensioni, i risparmi e i budget stanziabili dalle famiglie. Complice la crisi, fronteggiare l’impegno economico necessario per la retribuzione di un “angelo custode” a disposizione 24 ore su 24 diventa sempre più arduo. Occorre pertanto ingegnarsi e trovare una soluzione al problema, ottenendo il massimo risultato possibile nonostante l’esiguità delle risorse impiegate.

In un’ottica che potremmo definire di “micro welfare” l’esperimento è stato intrapreso a Bologna, ingaggiando badanti che provvedono all’assistenza degli anziani residenti nel medesimo condominio, con le spese per il salario condivise da tutti gli interessati. In base a questo progetto, lanciato da Confabitare nel marzo 2012, ogni anziano paga soltanto le ore  di assistenza realmente fruite, in media due al giorno, per un totale mensile di 200 o 250 euro: un’inezia rispetto ai 1.000 o 1.200 euro necessari per assicurarsi un servizio full time. Occorre ovviamente suddividere la serie di mini contratti part time tra persone non gravemente malate o inferme, che necessitino di un aiuto per la spesa, la passeggiata, la preparazione dei pasti, l’igiene personale, l’acquisto dei farmaci, le relazioni con il medico di famiglia, le incombenze in banca, alla posta o all’assemblea di condominio, ma che non siano bloccate a letto e bisognose di un’assistenza costante. Un altro punto da considerare è che molte esigenze quotidiane si concentrano negli stessi orari e un’unica persona non può preparare il pasto o mettere a letto più assistiti, in diversi alloggi, contemporaneamente. A fronte del risparmio assicurato, occorre quindi garantire un minimo di flessibilità per soddisfare i bisogni di tutti senza dare adito a beghe condominiali.

Questa idea è stata sperimentata ad Alessandria e Trieste con l’assunzione di una o più persone coordinate dal medico di famiglia, dall’ASL e dai servizi sociali dell’ente locale. Dai 45 “condomini campione” di Bologna si è quindi estesa ben presto a Rimini, Milano e Reggio Calabria. Non solo sembra in grado di risolvere i problemi di molte famiglie in ristrettezze economiche e di persone sole, ma potrebbe anche diventare un moltiplicatore di posti di lavoro. La figura della “governante” condominiale nasce infatti da un accordo fra Confedilizia e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs sancito nel 2012 dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dei proprietari di fabbricati. Il contratto prevede le mansioni di un’assistente familiare che si prenda cura dei bambini o degli anziani residenti nel condominio. L’orario di lavoro settimanale è di 40 ore e può essere svolto in aree condominiali comuni e autorizzate, nell’abitazione dell’assistente (se vive nel condominio) o presso gli appartamenti degli assistiti.

Tali specifiche hanno favorito lo sviluppo di un’altra figura, la babysitter condominiale, che coniuga le esigenze familiari ed economiche di molte madri. L’opportunità di organizzarsi in casa per badare non solo ai propri figli, ma anche a quelli dei vicini, garantisce infatti il doppio vantaggio di essere una mamma presente e lavoratrice. La “tagesmutter”, ovvero la “mamma di giorno”,  è una figura esistente già da parecchi anni nei paesi scandinavi e del centro Europa: il suo compito è accudire ai bambini negli orari che precedono l’asilo o la scuola. Tale ruolo è stato sperimentato a Trieste, Bolzano, nel Nord Italia e nel Lazio per venire incontro alle esigenze dei genitori che lavorano. Per aderirvi occorre essere donne, di preferenza mamme, comprese tra i 21 e 50 anni di età, frequentare un corso di formazione di 250 ore e rendere idonea la propria casa a questo servizio.
Di comune accordo, l’orario lavorativo settimanale può anche essere circoscritto ad un part time. L’impiego a tempo pieno prevede comunque uno stipendio compreso tra i 1.194 euro nel 2013 ed i 1.270 euro nel 2014, con il diritto alla tredicesima, alle ferie, ai permessi e ai contributi Inps.
La condivisione dei costi e dei servizi di una “Mary Poppins” condominiale può prevedere sia mansioni impiegatizie, come pagare le bollette o ritirare le ricette mediche, sia servizi come accompagnare i bambini a scuola, portare gli abiti in tintoria, fare acquisti per gli anziani. Quest’ultimo compito può anche rivelarsi un’evoluzione dei gruppi di acquisto solidale, traducendosi nell’acquisto a prezzo scontato di una maggior quantità di prodotti da spartire tra gli interessati.
Un ultimo aspetto da non sottovalutare è che la governante condominiale viene assunta dalle varie famiglie per un tot di ore concordate, ma garantisce la presenza nel condominio per tutto l’arco della giornata, quindi può intervenire con prontezza in caso di necessità immediate ed emergenze.

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