Carlo Cracco racconta il suo segreto: dalla fame alla fama

Il cuoco Carlo Cracco

Complici anche le numerose trasmissioni di cucina, sono sempre di più gli italiani che ambiscono a diventare grandi cuochi, per passione o per lavoro. Se con l’applicazione si può migliorare, però, per trasformarsi in chef di livello mondiale serve qualcosa in più: una grande fame! “

E’ questo il segreto di Carlo Cracco che, intervistato da Io donna, rivela: “Ho imparato a cucinare perché da bambino avevo sempre fame – spiega l’allievo di Gualtiero Marchesi -. Da piccolo ero cicciottello e mi davano da mangiare meno dei miei fratelli”.

Di necessità virtù, quindi, ma Carlo Cracco è un cuoco che conosce bene i trucchi del mestiere… peraltro numerosi in cucina. Autore di un nuovo manuale per cuochi in erba, destinato ad entrare nella lista dei bestseller del genere culinario, Cracco dice: “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno”.

Chissà se questo trucchetto di cucina lo conosceva anche ai tempi di Recoaro, quando alla scuola alberghiera prendeva 4 in cucina. “Non sapevo niente – commenta lo chef veneto -, venivo da una famiglia semplice e al ristorante c’ero andato solo il giorno della prima comunione”. E il primo giorno di lavoro dietro ai fornelli non andò meglio: “Mi scottai, il secondo mi tagliai, il terzo vinsi la gara di velocità nel disossare la coscia di vitello: tre minuti”.

Ma Carlo Cracco è anche uno che non le manda a dire, come nel caso di Benedetta Parodi e delle sue ricette da pochi minuti: “Si può mangiare bene e cucinare velocemente anche senza surgelati”. Deciso, un giorno, a lasciare la cucina per viaggiare nel mondo – sarà lui il nuovo Anthony Bourdain? - lo chef vicentino spiega il perché della rivalità tra colleghi: “L’invidia nasce quando non arrivi a fare il piatto”.

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