C’è voglia di efficienza energetica in casa, non di investire

Casa intelligente

La casa intelligente avanza, così come la consapevolezza che il futuro è in mano all’efficienza energetica, ma dal 14° Congresso Nazionale Domotecnica, in corso di svolgimento a Torino, emerge il quadro di un paese ancora arretrato dal punto di vista delle nuove tecnologie utilizzate per edifici e impianti. A dircelo è una nuova indagine dell’Ispo, istituto di ricerca guidato dal professor Renato Mannheimer, insieme ai dati dell’Osservatorio sull’Efficienza Energetica di Domotecnica ed Enel Energia.

Le case degli italiani quanto sono intelligenti? La risposta non è delle più piacevoli, in quanto spicca l’arretratezza delle tecnologie impiegate per i sistemi di riscaldamento e raffrescamento, così come per gli strumenti di distribuzione del calore. L’esempio più lampante è quello della caldaia tradizionale, presente nel 64% delle case, contro il 18% della più efficiente caldaia a condensazione. Scenario simile anche per le Pompe di Calore, ovvero i condizionatori caldo/freddo, utilizzati solo dal 6% dei possessori come unico strumento per il riscaldamento e la refrigerazione della casa.

Se si guarda agli impianti, inoltre, emergono scelte non ottimali anche in fatto di distribuzione del calore emerge: ad esempio, solo il 30% dei caloriferi monta valvole termostatiche, poco costose ma ottime per agire direttamente sui consumi. Appena il 6% delle abitazioni, poi, dispone di impianti radianti.

Un’altra notizia poco lusinghiera arriva dalla diffusione dei pannelli solari o fotovoltaici, con incentivi e nuove normative che devono colmare un gap notevole: solo il 3% degli italiani ha un impianto solare e il 2% uno fotovoltaico.

Ma gli italiani sono davvero così arretrati? A sentire i diretti interessati sembrerebbe proprio di no. Il 69% dei partecipanti all’indagine, infatti, è consapevole che il risparmio energetico è possibile tagliando sui costi della bolletta senza snaturare le abitudini familiari. Allo stesso modo, una percentuale identica sa quale sia la portata del risparmio in bolletta, mentre il 67% è informato sulle tecnologie oggi disponibili e il 61% lo è anche dei costi di acquisto e installazione.

Ci sono anche molte famiglie che in fatto di efficienza energetica vorrebbero saperne di più, così come quelli che attuano già piccoli gesti quotidiani: tenere la temperatura di casa entro certi limiti in inverno; limitare l’uso del climatizzatore in estate; usare gli elettrodomestici in modo intelligente.

Quanti sarebbero pronti, però, a mettere mano alla propria abitazione per migliorarne l’efficienza energetica? Si tratta del 43% degli italiani che, tradotto, significa 10,8 milioni famiglie. Tra quelli che lo faranno già il prossimo anno, circa il 13%, il 4% provvederà ad installare pannelli solari, il 3% acquisterà una nuova caldaia ad efficienza energetica, il 3% sostituirà gli infissi.

Quali aspetti si devono considerare prima di mettere mano alla propria casa? In primis c’è il risparmio medio annuo generato (31%), seguito nell’ordine dalla quota iniziale da investire (20%) e il numero di anni necessari per ammortizzare la spesa (15%). Alte anche le percentuali (intorno al 14%) di chi considera il fattore ambientale e la fiducia nei confronti degli installatori.

Perché non effettuare lavori oggi? Il 78% degli italiani ritiene che questi non sono tempi per fare degli investimenti, il 62% non vuole cambiare le proprie abitudini e il 57% teme di non saperne abbastanza.

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