Centrato il primo bersaglio su Marte: il laser del rover Curiosity polverizza una roccia

L'area colpita dal laser ChemCam

Dalla Nasa parlano di un primo test, di un’attività volta a calibrare gli strumenti, ma i risultati appaio già sorprendentemente ricchi, tanto da far ben sperare sui risultati che arriveranno nei prossimi due anni di attività, durante i quali il ChemCam analizzerà migliaia di obiettivi. Per “polverizzare” questa prima roccia, denominata N-165, è stata colpita per dieci secondi con un totale di 30 impulsi laser da milioni di watt.

La roccia, distante dal rover circa 2,5 metri, era grande appena 7 centimetri e rappresentava un ottimo terreno di prova per il debutto di questa tecnica di spettroscopia in un altro pianeta. Ora i ricercatori stanno analizzando immagini e dati e presto potremo iniziare ad avere un’idea molto più precisa della struttura, a livello atomico, di questa e delle altre rocce marziane.

Anche se la Nasa smentisce, l’interesse di molti è rivolto alla possibilità che Curiosity possa verificare la presenza di forme di vita su Marte, seppur a livello di microrganismi. Lo studio del suolo e dell’atmosfera del pianeta potrebbe infatti confermare la presenza di acqua, i cui segni sono già stati individuati in missioni precedenti, nonché di composti organici, come ad esempio il metano. Forse questo non sarà davvero uno degli scopi primari della missione di Curiosty, ma certo è un fattore di grande interesse per chi stelle e pianeti li guarda dalla terra, da sempre curioso di scoprire altre forme di vita nell’universo.

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