Certificazione energetica degli immobili: un obbligo, ancora per pochi

Certificazione Energetica Edifici

E’ quanto emerge da una nuova indagine condotta dal portale di annunci Immobiliare.it che ha preso in esame le offerte online (circa 700mila annunci) per scoprire quanti edifici, in vendita o in affitto, dispongono del certificato di prestazione energetica, divenuto obbligatorio ad inizio anno e necessario al momento del rogito. Scopriamo così che solo il 12,7% degli immobili possiede la certificazione energetica, ma qualcosa si è mosso rispetto ai primi di gennaio, quando la percentuale era di appena il 4,7%.

Come spesso avviene, le differenze sul territorio sono enormi. Se per gli immobili del Nord Est (Bolzano e Trento in vetta) la certificazione energetica è presente nel 18,9% degli annunci immobiliari e al Nord Ovest è al 15,6%, spostandoci verso Sud la percentuale cala drasticamente. Al Centro Italia, infatti, si attesta al 8,8%,mentre al Sud è addirittura del 3,8% (a Plermo è dello 0,9%).

Perché questi ritardi? La spiegazione arriva dagli autori dell’indagine che sottolineano come, praticamente, non esistano ancora sanzioni per il mancato adempimento, eccezion fatta per la Lombardia, dove sono previste multe fino a 5.000 euro. Ad ogni modo, anche in Lombardia ha scelto,anche per le proteste di proprietari e imprenditori, di non andarci giù pesante e di non sono sanzionare gli annunci che fanno riferimento ad un contratto sottoscritto entro il 31 dicembre 2011.

A proposito di differenze, non ci sono solo quelle territoriali, ma anche tra i soggetti che pubblicano gli annunci: certificazione energetica presente per l’1,5% degli annunci di privati contro il 12,9% di quelli delle agenzie immobiliari.

Va sottolineato, inoltre, che l’indagine ha considerato “validi” solo i certificati dove venivano forniti sia la classe energetica sia l’indice di prestazione energetica dell’immobile (valore presente solo nell’ACE – Attestato di Certificazione Energetica, escludendo così quelli collocati automaticamente in classe G (l’ultima per efficienza) attraverso l’autocertificazione: una procedura che non è più ritenuta corretta.

Chiudiamo questo articolo con l’analizzare le diverse percentuali di ogni classe, sempre prendendo in esame gli annunci dell’indagine. Rispetto l totale degli immobili certificati, il 14% è in classe A, l’8% in classe B, il 24% in classe C, l’8% in classe D, il 9% in classe E, il 13% in classe F e il 24% in classe G.

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