Chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva. Il corpo, un Icaro in volo?

chirurgia estetica-jugo.it

L’evidenza empirica di questa affermazione sta nella rilevazione a ogni latitudine del globo di pratiche corporali, come piercing, pitture temporanee del corpo e tatuaggi indelebili, ma anche di interventi più invasivi, come l’allungamento del pene, dei lobi auricolari, delle labbra, diffusi e praticati presso le popolazioni africane, euroasiatiche e del Nord America.

Questi fenomeni, osservati da una prospettiva socio-antropologica, non possono e non devono essere valutati facendo ricorso né a parametri etici della tradizione culturale giudaico-cristiana, né politici, sono piuttosto una componente essenziale dell’esperienza umana nel corpo, del corpo, in ogni tempo e in ogni collocazione geografica.

In India, per esempio, è praticata la chirurgia rituale di iniziazione per le Hijra che nascono maschi, ma desiderano cambiare genere e modificare il sesso biologico alla nascita. Il corpo, così inteso, è (in)formato dalla traccia creativa delle nostre rappresentazioni mentali, è un corpo-mente-culturaUn Icaro in volo.

Il confronto con culture “altre” è, dunque, un’occasione e un punto di osservazione da cui ripartire per ripensare il corpo e la sessualità, che sono allo stesso tempo totem e tabù di freudiana memoria, uniche vere ossessioni dell’Occidente.

La chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva, in Italia deve essere praticata in ambiente ospedaliero da chirurghi regolarmente iscritti all’Ordine Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Tuttavia, sarebbe auspicabile a garanzia del paziente e della riuscita dell’intervento, che il chirurgo selezionato potesse esibire anche una formazione post-laurea ad hoc e un praticantato presso una struttura sanitaria specialistica.

L’assenza di una soltanto di queste caratteristiche ci espone inevitabilmente a un rischio clinico, dovrebbe dissuaderci dall’operare una scelta sbagliata e indurre a una ricerca più accurata, sia dello specialista che delle migliori condizioni di affidabilità e sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario.

Vediamo, ora, quali sono i casi clinici in cui i costi degli interventi sono sostenuti e coperti per intero dal Sistema Sanitario Nazionale, senza alcun esborso da parte del/della paziente.

In primo luogo, come è ovvio, qualora sia plausibile un rischio per la nostra salute. Ovvero che il danno non sia solo estetico, ma comporti un disturbo di natura funzionale: come una deviazione del setto nasale, che implica difficoltà respiratorie, o una malformazione dell’orecchio, che implica una diminuizione della soglia dell’udito.

In secondo luogo qualora il danno estetico sia conseguenza di un accidente o di una patologia come, per esempio, una mastopessi (asportazione chirurgica della mammella) praticata nelle patologie tumorali del seno con conseguente ricostruzione chirurgica della mammella, ovvero una mastoplastica additiva; oppure la ricostruzione di ampi strati tissutali praticata nei casi di deturpazione accidentale o congenita del volto e del corpo.

L’efficienza del corpo e delle sue funzioni nella nostra cultura fa da contraltare al paradigma dell’utilitarismo in cui la datità dell’essere-nel-mondo è subordinata a quote di efficienza e utilità del corpo, e al suo equivalente generale, ovvero la misura del valore, il denaro. Lo spazio del desiderio, la sua forza creativa, generativa di futuri possibili, che di fatto è il motore che spinge la vita stessa fuori dalle forme in cui è costretta, è insussistente.

Appassionato di Costume?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Costume > Chirurgia estetica, plastica e ricostruttiva. Il corpo, un Icaro in volo?