Cibo etnico: tra cultura e scoperta

Non bisogna  essere coraggiosi per provare ciò che non conosciamo. Occorre solamente curiosità e voglia di cultura.

Il cibo è da sempre uno dei migliori veicoli per scoprire i gusti e le abitudini di terre a noi lontane, ed è proprio grazie al cibo se ne assimiliamo segreti e sorprendenti novità. Provare piatti di altri paesi può rivelarsi un’avventura stimolante e una semplice cena può trasformarsi in un autentico viaggio gastronomico e accattivante. Messi da parte pregiudizi e titubanze, anche il più campanilista buongustaio, rischia di farsi inebriare dai ricchi e pungenti aromi del cumino e della curcuma, apprezzandone in seguito i rinomati benefici fisiologici. Può accantonare la solita familiare bruschetta, in favore di una squisita e delicata crema di fagioli neri.

Una volta superato il luogo comune fuorviante, che etichetta il cibo etnico come pesante e aggressivo, troppo speziato o che offre contrasti di sapori esagerati, €‹scoprirete con soddisfazione che le tradizioni culinarie etniche costituiscono un intero universo, in grado di appagare palati sensibili e palati vogliosi di emozioni forti. Tuttavia la cultura gastronomica etnica non è poi così lontana da quella occidentale.

Il piccante predomina nella dieta mediterranea, così come nei paesi arabi e africani o sudamericani. Molte tradizioni, dissimili per radici e ubicazione, hanno come comune denominatore il peperoncino, spesso portabandiera della cucina di appartenenza.

L’agrodolce, attuale in molte culture oltre oceano e nei paesi asiatici, è stato per secoli pilastro delle radici culinarie europee, che per necessità di camuffare cibi mal conservati, si usava coprire gli odori poco invitanti con miele e aceto, o con l’aggiunta di mostarde di frutta.

Il boom degli ultimi anni dei locali etnici in tutto l’occidente sta dimostrando che il mondo ha sempre meno bisogno di confini, che i mezzi di comunicazione, sempre più improntati alla scoperta degli usi e costumi più sconosciuti, stimolano la curiosità generale, creando la consapevolezza globale che attorno ad un tavolo si possono intraprendere percorsi gastronomici infiniti, che spalancano porte verso orizzonti nuovi, che aiutano ad accrescere il proprio bagaglio culturale e a rivedere opinioni troppo spesso basate sul sentito dire.

La fantasia tra i fornelli. L’uomo ha bisogno di stimoli e delle scoperte più sorprendenti, che molto spesso sbocciano nei luoghi più improbabili. La cucina può essere uno di questi. Non c’è niente di più bello che collezionare spezie, tingendo il banco di colori e aromi che rapiscono. Dare vita a del semplice riso Basmati, aggiungendovi curry e un goccio di latte di cocco. Le piacevoli sorprese nel constatare quanto sia simile la manioca alla patata, o lo yam alla più familiare zucca. Si scopre così che spesso il mondo appare grande perché si danno nomi diversi a cose molto simili. Il cibo etnico non è solo provare nuovi sapori attorno ad un tavolo, ma è avvicinarsi a chi è diverso da noi, scoprendo, con non poca sorpresa, che in fondo non siamo così diversi da chi vive dall’altra parte del mondo.

Come dicono in Cina: zhu ni hao wei kou​…Buon appetito.

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