Come cambiano i finanziamenti in tempo di crisi

Soldi

Se il clima di incertezza economica ha reso difficile l’accesso al mutuo per l’acquisto di una casa, la contrazione del potere d’acquisto degli italiani (-2,8% secondo Federconsumatori) ha invece determinato una crescita della domanda di finanziamenti destinati a piccole spese o, ancora di più, alla liquidità.

Un’indagine del portale Prestiti.it, realizzata su 30.000 richieste, ha voluto tracciare un identikit di chi accede al credito al consumo e il risultato evidenzia i cambiamenti dettati dalla crisi. Scopriamo così che, a fronte di un numero di richieste quasi invariato rispetto al passato, a scendere è la portata del finanziamento: 11.500 euro da rimborsare in 67 mesi, contro i 17.500 euro di appena un anno fa. A richiedere il prestito sono soprattutto gli uomini (72%) ed hanno un’età media di 41 anni.

Quali sono, allora, le finalità del finanziamento? Ben il 33%, ovvero una persona su tre, richiede il prestito per ottenere liquidità, il 17,2% per l’acquisto di un’auto usata, il 12,2% per ristrutturare casa e solo il 7,8% per l’acquisto di una vettura nuova Anche in questo caso i dati stridono con quelli dello scorso anno, quando le esigenze erano diverse: il 21,6% richiedeva il prestito per liquidità e il 14,3% per l’acquisto di un’auto nuova. In sintesi, scopriamo che gli italiani hanno oggi bisogno di autonomia finanziaria e preferiscono risparmiare con un’auto usata, piuttosto che acquistare un più costoso nuovo modello. Anche le aziende stringono la cinghia e, almeno per il momento, decidono di non investire sull’attività con denaro ottenuto in prestito: le richieste per beni strumentali passano dall’1,8% del 2011 allo 0,6%. Come da tradizione, le donne si mostrano meno avvezze ai finanziamenti (solo il 28% delle richieste) e li richiedono sopratutto per pagarsi gli studi (47%) o per le vacanze (31,8%).

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    1 commento

    1. Chiara scrive:

      Ad oggi i prestiti vengono richiesti soprattutto per fare fronte alle tante piccole spese che si accumulano e pesano sul bilancio familiare. Vengono quindi richiesti prestiti personali, piuttosto che quelli finalizzati, in modo da poter gestire la liquidità ottenuta in autonomia.Le somme richieste sono diminuite, in quanto si tende a limitare le spese fino al limite del possibile, e le rate di un finanziamento incideranno certamente sulle entrate dei mesi successivi al prestito.

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