Danica e Nargis: due bambine per il posto numero 7 miliardi nel mondo

Sette miliardi di persone nel mondo

Almeno per il momento, non sappiamo se ad aggiudicarsi l’ambito titolo di sette-miliardesima persona nel mondo sarà la piccola nata a Manila (Filippine) o quella di Lucknow (India), ma per l’umanità intera si tratta di un momento fondamentale.

La popolazione mondiale cresce e, con essa, le esigenze in fatto di alimentazione, ambiente e convivenza. Il futuro ci chiama ad una nuova sfida che, anche all’interno dei nostri confini, non è privo di incognite.

E’ il Cnr a segnalarci che per l’Italia si prospetta una crescita della popolazione fino a circa il 2045, con il raggiungimento dei 62.249.464 abitanti (dati Istat). Sempre secondo le stime, si riscontrerà poi un’inversione di tendenza, per tornare nel 2050 ai valori del 2020 circa.

“Il dato interessante è che, ancora una volta, saranno i fenomeni migratori a condizionare sensibilmente l’insieme – spiega Irpps-Cnr nel commentare il trend demografico italiano -. Si prevede infatti che sarà la crescita costante dei residenti stranieri, che porterà a quintuplicarne le presenze in meno di cinquanta anni, a bilanciare il calo continuativo della popolazione residente italiana”.

I dati del saldo naturale (il rapporto nati-morti) in Italia è infatti negativo: dal meno 55 per il 2007 al meno 301.522 per il 2050, a causa di quello sempre negativo (fin dal 2011) della popolazione italiana residente. Cresce con continuità, invece, la popolazione straniera con fluttuazioni e con una contrazione significativa a partire dall’inizio degli anni ’40: da + 58.627 del nel 2007 alla stima di + 50.379 nel 2050.

“Quello delle migrazioni appare così, in sintesi, il fenomeno che più ha inciso e continuerà a incidere sulla struttura del Paese – commenta Irpps-Cnr -. È per gli effetti diretti delle migrazioni internazionali (ma anche a quelle entro i confini nazionali) che le tendenze della popolazione si sono drasticamente modificate. Ed è ai ‘nuovi italiani’ che si deve il fatto che il nostro Paese abbia ripreso a seguire una strada di riequilibrio demografico. A questi dati vanno aggiunte le considerazioni sull’invecchiamento della popolazione e sulla contrazione delle nascite, che porteranno ad una Italia popolata sempre più da anziani, e su alcuni fattori quali: l’innalzamento dei livelli di istruzione, l’età nella quale le donne concepiscono il primo figlio (ormai oltre i 30 anni ed in crescita) e il cambiamento della struttura della famiglia, già in corso e prevedibile anche per il futuro, con, tra l’altro, l’aumento delle famiglie monoparentali”.

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