Depressione e disoccupazione: gli effetti della crisi sui nostri stati mentali

I dati. Ben 149 i suicidi nel 2013 legati a cause economiche, 100 i tentativi. Un aumento del 67% rispetto agli 89 casi del 2012. Sono questi i dati emersi da un recente studio di Link Lab, laboratorio di Ricerca Socio-Economica dell’ ateno romano Link Campus University. L’ 85% dei suicidi è messo in atto da imprenditori e disoccupati, per la maggioranza uomini tra i 35 ed i 64 anni. Il prof. Barbanti, primario del  Centro delle cefalee e del  dolore dell’ IRCCS San Raffaele Pisana,evidenzia come i suicidi aumentino dello 0, 79% per ogni punto percentuale di disoccupazione. Il 34% dei disoccupati soffrono di depressione alla quale, si associano l’abuso di droghe ed alcolici, l’incremento degli episodi di violenza domestica e non, il maggior numero di accessi al prontosoccorso, i ricoveri presso cliniche psichiatriche.

È crisi d’identità. Il lavoro, oltre che fonte di guadagno, rappresenta il mezzo tramite il quale l’uomo realizza se stesso affermando nel contempo la propria identità sociale. Il soggetto, viene riconosciuto e “classificato” sulla base del ruolo occupazionale che riveste. Forti e spesso improvvisi cambiamenti in tal senso,vengono vissuti come eventi traumatici. Soprattutto l’uomo, colui che da sempre provvede al sostentamento della famiglia,nell’impossibilità di farlo viene inghiottito da un vortice di vergogna e disperazione. Il deficit economico, l’isolamento dovuto all’interruzione dei rapporti interpersonali lavorativi, l’incessante ed improduttiva ricerca di nuovi impieghi, dipingono un quadro a tinte cupe dove ansia, disorientamento, disillusione, costituiscono il preludio di ben più gravi patologie psicologiche le quali, in mancanza di un adeguato supporto, rischiano di tramutarsi inesorabilmente in gesti di pura follia verso sè stessi e verso gli altri.

Apriamo gli occhi. C’è chi sottolinea l’insustistenza scientifica delle connessioni citate. Seppur vero, alla luce delle tragedie alle quali ormai quotidianamente assistiamo, risulta  impossibile, se non inumano, non soffermarsi a riflettere. Proclami, dibattiti volti all’ottenimento di una società migliore, quantomeno vivibile, sono all’ordine del giorno. Si esaminano minuziosamente gli effetti di una crisi che avanza e miete vittime. Sarebbe ora, d’incidere consapevolmente sulle cause.

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