Gli allievi superano i maestri: la dieta mediterranea va meglio all’estero

Pasta

A rivelarlo è un’indagine dell’Università di Bologna, presentata a Genova al congresso nazionale della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec). Secondo i dati della ricerca, la grande maggioranza degli italiani ignora sia la definizione della dieta mediterranea, che pur dice di conoscere, che le proprietà nutritive degli alimenti che ne fanno parte, come pane e pasta. Il risultato è allarmante: confusione sui cibi sani e sull’importanza dei pasti che si consumano durante la giornata.

Il paradosso arriva dai dati Coldiretti. Se in Italia stiamo dimenticando le basi della dieta mediterranea, all’estero volano i prodotti che ne fanno parte, come pasta, olio, vino conserve di pomodoro e frutta e verdura italiana. La spesa stimata, in Italia e nel mondo, è di ben 200 miliardi di uro.

“Tutti i prodotti cardine della dieta mediterranea vedono – evidenzia la Coldiretti – l’Italia ai vertici mondiali nella produzione. Il Belpaese è, infatti, il primo produttore mondiale di pasta e vino, mentre nell’olio occupa la piazza d’onore, pur essendo il primo esportatore. Ma l’Italia è anche il primo produttore europeo di frutta e ortaggi, oltre che il primo a livello mondiale di kiwi, uva, carciofi, il secondo per pesche e nettarine, carrube, nocciole, il terzo con cavolfiori e broccoli, pere, il quarto su lattuga e cicoria, mandorle, ciliegie, castagne. Primato nelle esportazioni anche per le conserve di pomodoro, di cui lo Stivale è anche il terzo produttore a livello mondiale”.

Il boom della dieta mediterranea all’estero è confermata dalle ottime performance del Made in Italy con le esportazioni che fanno registrare un aumento del 13% nel 2010 rispetto all’anno precedente.

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