Digitale terrestre: che fine fanno le vecchie Tv?

Le "vecchie" televisioni

Solo in Emilia Romagna, regione che in questo periodo è interessata dal passaggio analogico-digitale, saranno tra le 350.000 e le 500.000 le Tv rottamate entro fine anno. A fornire queste stime è il gruppo Hera, multiutility del settore ambiente, sulla base di ciò che è avvenuto nelle regioni dove si è già verificato il passaggio. Nelle settimane precedenti e appena successive allo switch-off, infatti, la raccolta delle vecchie Tv è infatti aumentata del 206% nel Piemonte occidentale, del 125% nel Lazio e addirittura del 410% in Campania.

Accanto al problema dello smaltimento, che avviene nelle stazioni ecologiche o i centri di raccolta, c’è anche l’opportunità rappresentata dal recupero delle materie prime. Una Tv a tubo catodico è, infatti, recuperabile all’88% circa: per il 48% si tratta di vetro, poi di rame (3%), ferro (12%), alluminio (4%), plastica (16%) e altri materiali (circa 5%).

L’anno scorso sull’intero territorio servito dal Gruppo Hera sono state raccolte circa 4.650 tonnellate di Tv e monitor, il 36% del totale dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) raccolti, pari a 220.000 apparecchi. Calcolando un aumento su base annuale tra il 40 ed il 60% circa, in buona parte dovuto al passaggio al digitale terrestre, si stima che nel 2010 si potrebbe arrivare a quota 330.000.

L’accelerazione allo smaltimento delle televisioni imposta dallo switch-off al digitale rappresenta anche un’occasione per l’Italia di aumentare la raccolta complessiva dei Raee e avvicinarsi ai livelli europei. In generale infatti, nel nostro Paese ogni abitante produce tra i 18 e i 20 Kg di Raee all’anno e di questi a livello nazionale nel 2009 ne sono stati intercettati poco più di 3.

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