Evoluzione troppo buona con stupidi: eravamo più intelligenti

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Anche aa teoria dell’evoluzione formulata da Charles Darwin nel lontano 1859, all’interno del libro “L’origine delle specie”, potrebbe essere vittima dei tempi moderni. A sostenere l’affascinante teoria è il genetista Gerald Crabtree dell’università di Stanford, autore di alcuni articoli sul tema per la rivista Trends in Genetics. In particolare, Crabtree afferma che, nel corso degli ultimi secoli, l’evoluzione naturale avrebbe salvaguardato numerosi individui dotati di scarsa intelligenza. Come? Semplicemente punendo meno severamente la stupidità, almeno rispetto alle origini dell’uomo, quando si era costretti ad ingegnarsi per mangiare e sopravvivere.

Tutto ciò, spiega sempre il genetista, ha portato nel corso degli ultimi 3.000 anni ad una sorta di compromissione della intelligenza media, attraverso mutazioni “non positive” che hanno accompagnato i diversi passaggi tra generazioni. Secondo Crabtree, l’attuale era tecnologica non è sinonimo di un essere umano più intelligente: “Rispetto all’uomo di migliaia di anni fa, la nostra intelligenza è più debole“. A compensare il tutto, precisa ancora il genetista, ci sarebbe però una società che è riuscita ad assorbire la perdita di intelligenza dei singoli con la sua forza.

Lo studioso non si risparmia un esempio molto curioso: “In passato, se un uomo cacciatore o raccoglitore non era in grado di trovare la soluzione per reperire il cibo, il soggetto moriva insieme alla sua progenie, mentre oggi se un manager di Wall Street fa un errore riceve comunque un compenso e risulta più ambito dai potenziali partner”.

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