Festa della Donna: dalle battaglie ai sorrisi, nel segno della mimosa

Mimosa

Correva infatti il 1911 quando le donne di Germania, Svizzera, Danimarca e Austria decisero di dare vita alla prima Giornata internazionale della donna, una sorta di prova generale di quella che è arrivata sino ai nostri giorni. Dal dibattuto incendio nella fabbrica newyorkese di Cottons, ai movimenti americani, fino all’opera della socialista tedesca Clara Zetkin: la volontà di ricordare al mondo i diritti delle donne c’era già, ma non esisteva una data specifica. L’8 marzo del 1911, con la partecipazione di circa un milione di donne, si ebbe il primo esempio di quella che sarebbe stata la Giornata internazionale della donna… o Festa della donna.

Ulteriori eventi internazionali ne avrebbero arricchito il significato, spesso legandolo al ruolo di operaia sfruttata e senza tutela, fino ad arrivare ad un passato più recente. In Italia, ad esempio, è l’UDI – Unione Donne Italiane a lanciare nel 1944 e nel dopoguerra l’abitudine di farsi sentire (nelle piazze e non solo) nella data dell’8 marzo con i temi delle prime battaglie: pace, lavoro, istruzione, parità salariale, servizi sociali, accesso a tutte le carriere. In questa data, con migliaia di volantini, l’UDI cerca di aggregare donne di ogni estrazione sociale e culturale, diffonde “Noi Donne” e crea il primo dei suoi simboli: la mimosa.

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