Frammenti di UARS sull’Italia del Nord: 0,9 per cento di possibilità

UARS Nasa

Continuiamo a parlare del possibile rischio frammenti per UARS, il satellite Upper Atmosphere Research Satellite della Nasa che rientrerà sulla Terra nelle prossime ore disintegrandosi nell’atmosfera. Come in molti già sapranno, la notevole massa del satellite – 5668 kg di peso, 10 metri di lunghezza e 5 metri di diametro – rischia di creare detriti che, nonostante l’esplosione a contatto con l’atmosfera terrestre, potrebbero ricadere al suolo, anche in Italia. Gli scienziati, infatti, non escludono tale ipotesi: solo lo 0,9% di possibilità che ciò possa verificarsi sul suolo italiano, secondo l’Asi.

“Sulla base delle simulazioni effettuate nel 2002 dalla Nasa - afferma una nota della Protezione Civile -, ipotizzando la frammentazione del satellite a 78 km di quota, alcuni componenti di dimensioni variabili, non avendo subito la totale disintegrazione dovuta al rientro negli strati più densi della nostra atmosfera, potrebbero raggiungere il suolo terrestre dopo aver percorso un arco di 800 km, interessando anche il territorio italiano. L’eventuale impatto avverrà lungo la verticale locale”.

Al momento, spiegano gli esperti, non è possibile fare previsioni precise sull’effettiva formazione di frammenti, così come su orario e luogo di impatto al suolo. In base all’orbita descritta da UARS è invece possibile ipotizzare uno scenario come segue: “Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la previsione di rientro sulla terra è centrata intorno alle 19:15 (ora italiana) di venerdì 23 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle ore 13:00 del 23 settembre e si chiude alle ore 05:00 del 24 settembre. All’interno di questo arco temporale, non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio. Le finestre di interesse per l’Italia sono al momento comprese tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre e tra le 3:34 e le 4:12 di sabato 24 settembre coinvolgendo potenzialmente le regioni del Nord Italia (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano)”.

Come detto, l’ipotesi della caduta di detriti in Italia è confinata ad un “misero” 0,9% di possibilità, ma ora e luogo di un eventuale impatto si conosceranno solo un’ora e quaranta minuti prima dell’evento stesso. Il Comitato Operativo convocato dalla Protezione Civile sarà riunito in seduta permanente fino al cessato allarme. Di seguito alcune indicazioni e precauzioni fornite dalla Protezione Civile:

  • E’ poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi;
  • I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
  • All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi).
  • Si chiede alle televisioni e radio nazionali e locali e ai siti web istituzionali di trasmettere in tempo reale tutte le informazioni disponibili che saranno progressivamente più precise con l’avvicinarsi dell’evento stesso.

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