Il biologico fiorisce in tempo di crisi: su vendite e occupazione

Frutta

La crisi non è uguale per tutti e a dircelo è il comparto del biologico che, a differenza dell’alimentare convenzionale, segna una crescita notevole se rapportata alle difficoltà del momento. Merito dell’export, ma anche di una fruizione dei prodotti Bio che in Italia sta rapidamente uscendo dai limiti del supermercato per raggiungere scuole, mense e ristoranti.

A pochi giorni dal Sana 2012, il salone di riferimento per il settore, è la Cia – Confederazione italiana agricoltori a fornire i numeri di un fenomeno che solo nei primi sei mesi di quest’anno ha fatto registrare un ulteriore aumento del 6,1%, dopo quello del 9,2 di fine 2011. Non male per il biologico, un comparto considerato di nicchia per anni e che oggi rappresenta la speranza per un settore alimentare in crisi. Basti pensare che oggi il 75% degli italiani acquista prodotti biologici almeno una volta al mese, un dato impensabile dato a pochi anni fa.

Ma quali sono i prodotti Bio in più forte ascesa? In vetta, secondo l’indagine Ismea, ci sono biscotti, snack e dolciumi che guidano con una crescita del +26,1%, davanti a latte e formaggi con +9,5% e pasta, riso e sostitutivi del pane con +9%. Crescono anche i consumi di carne Bio (+3,2%), così come frutta e verdura trasformata, in aumento solo del 1%, ma ancora la prima voce dell’intero settore biologico con una fetta del 30%.

Se uova, zucchero, caffè e tè Bio denunciano invece un rallentamento, ci sono anche novità extra Gdo che fanno da traino all’intero settore. Come accennato, si tratta della svolta biologica della ristorazione e delle mense scolastiche: +24% per i ristoranti con menù Bio, +11% per gli agriturismi, +10% per le scuole. Va da sé l’aumento dell’occupazione nel settore, cresciuto dell’1,3% nel 2011 grazie anche all’apertura alla vendita diretta di molte aziende agricole che praticano la produzione primaria.

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