In Polonia la biblioteca diventa parco acquatico

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Che leggere rinfreschi la mente è cosa nota, ma chi immaginerebbe che un libro possa avere lo stesso effetto sul corpo? In un futuro non troppo lontano, andando in biblioteca i lettori polacchi potranno anche fare un tuffo in piscina.

Mentre le statistiche sulle abitudini di lettura in Polonia rivelano che il 56% della popolazione non ha letto neppure un libro nel corso del 2010, l’architetto Hugon Kowalski ha avuto un’idea quantomeno originale per combattere la pigrizia dei lettori suoi connazionali: costruire una nuova biblioteca pubblica immaginata come una nave o un parco acquatico della cultura, con tanto di piscina, scivolo a serpentina e balconcino esterno per leggere un libro o prendere il sole. Perché alla gente più che le biblioteche interessano centri commerciali e luoghi ricreativi, lo dicono i sondaggi.

La struttura dovrebbe sorgere a Mosina, Comune situato lungo il fiume Worta – a 22 chilometri dalla città di Poznań – e interessato da un processo di nuovo popolamento, che sta portando al sorgere di numerosi nuclei abitativi. A fronte di questo flusso residenziale, la zona risulta attualmente ancora sprovvista di centri di aggregazione e di strutture pubbliche che possano compattare il tessuto sociale attraverso momenti di svago e di condivisione: la “poolibrary” (letteralmente, “piscina-biblioteca”) s’inserisce in questo contesto fornendo servizi integrati, rivolti a ogni fascia d’età e capaci di svecchiare l’immagine delle biblioteche tradizionali.

Nel progetto di Kowalski, il futuro regno dei lettori amanti del nuoto presenta un livello a piano terra interamente in vetro e occupato da scaffali pieni di libri, mentre la parte superiore della struttura ospita un’ampia piscina in cui galleggiano bambini con ciambelle in vita, sportivi che si sfidano all’ultima bracciata o natanti che cercano il brivido lanciandosi lungo lo scivolo che si apre sul tetto della biblioteca e si avvolge a serpentina all’esterno dell’edificio.

Una trovata, insomma, che promette di rivoluzionare il gesto del leggere, cambiando i connotati ai lettori e anche ai bibliotecari: niente più intellettuali occhialuti con gilet di lana, ma atletici seguaci del detto mens sana in corpore sano.

E a chi sostiene che leggere è noioso, i lettori del nuovo secolo potranno finalmente ribattere: miei cari, per leggere ci vuole il fisico.

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