La crisi è nel piatto: meno acquisti e più attenti agli sprechi

Frutta

Quanto ci costa la crisi economica? Tanto, troppo secondo un nuovo studio di Confindustria che parla di Pil in calo del 2,4% nel 2012 e dello 0,3% nel 2013. Numeri di una recessione che viene paragonata a quella in cui ci saremmo imbattuti in tempi di guerra, tanto sono i riflessi su occupazione e consumi.

A proposito del carrello della spesa, Coldiretti evidenzia tutta una serie di rinunce che gli italiani debbono fare ogni giorno. Restiamo il paese della buona cucina e della Dieta Mediterranea, ma sulle nostre tavole trovano sempre meno spazio la carne e la frutta. Anche l’associazione dei coltivatori parla di condizione da “tempi di guerra” e non solo per la riduzione di circa il 2% per la quantità di prodotti alimentari acquistati. A cambiare, infatti, è anche e soprattutto la qualità del cibo presente sul piatto.

Per risparmiare, tra inflazione e altri spauracchi economici, ben il 61% degli italiani taglia sul carrello della spesa mettendo in atto una vera e propria caccia al prezzo più conveniente o alle offerte in stile 3 x 2, ma anche eliminando alcuni prodotti. Tra i cibi “tagliati” ci sono la frutta (-3%), il vino (-2%) e la carne di maiale (-2%). Più saggiamente, invece, il 57% contrasta il problema del diminuito potere d’acquisto sprecando meno cibo (57%) o comprando meno prodotti alla volta (31%), un metodo utile anche per evitare il deperimento della spesa. Sempre Coldiretti, inoltre, spiega la crescente diffusione della spesa alternativa: dal produttore senza intermediari, porta a porta on con i GAS, i gruppi di acquisto solidale.

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