L’Italia attende la caduta di UARS: il satellite potrebbe creare detriti

UARS Nasa

Il momento è arrivato: l’Upper Atmosphere Research Satellite entrerà nell’atmosfera terrestre venerdì 23 settembre. A vent’anni dal lancio, avvenuto con la missione STS-48 del 1991, il satellite ci verrà restituito dallo spazio in versione “spazzatura”, con tutte le sue oltre 6 tonnellate di peso.

Nonostante la notevole stazza, UARS si distruggerà al contatto con l’atmosfera, anche se non si esclude la possibile caduta al suolo di qualche frammento. In queste ultime ore che mancano allo schianto, gli scienziati sono allora impegnati in minuziose simulazioni della traiettoria per individuare quali Paesi potrebbero venire colpiti da eventuali detriti. Tra questi ci sarebbe anche l’Italia, anche se non è stato ancora possibile stabilirlo con certezza.

Nei giorni scorsi, infatti, la Nasa ha provato ad indirizzare il satellite verso una collisione controllata sopra l’oceano, ma la limitata capacità di “guida” di UARS ha reso difficoltose tali operazioni. A proposito dell’Italia, da segnalare che la Protezione Civile si è già attivata, con il Comitato operativo d’intesa con l’Agenzia spaziale italiana (ASI), per analizzare la situazione dell’Upper Atmosphere Research Satellite.

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