Mimosa: fiore, simbolo e promemoria da conservare

Mimosa

Un giornata per ricordare quanto si è fatto e quanto c’è ancora da fare per l’affermazione dei diritti delle donne in tutto il mondo. Come ormai da tradizione, da inizio secolo in Europa e solo dopo la guerra in Italia, con l’8 marzo torna quella che la stragrande maggioranza delle persone chiama la Festa della Donna ma che, per la concezione originale e corretta, sarebbe meglio chiamare la Giornata della Donna.

Dietro la scelta simbolica dell’8 marzo c’è un significato profondo, dove si celano secoli di soprusi e oltre cento anni di battaglie collettive per i diritti delle donne. Correva, infatti, l’8 marzo del 1911 quando in Germania, Svizzera, Danimarca e Austria si diede vita alla prima Giornata internazionale della donna, con un milione di donne del vecchio continente per la prima volta unite nella loro battaglia. Solo molto più tardi, nel 1944 ma nel dopo guerra in maniera più estesa, l’Unione Donne Italiane comincia ad introdurre in Italia questa manifestazione e sceglie come simbolo la mimosa: un fiore capace di crescere anche nei terreni più impervi.

Dalla pace al lavoro, passando per istruzione, parità salariale e servizi sociali, fino all’accesso a tutte le carriere, le richieste delle donne sono arrivate fino ad oggi e l’8 marzo ha assunto un significato sempre maggiore in termini di solidarietà tra le donne di tutto il mondo, oggi più che mai in contatto tra loro.

Seppure in estrema sintesi, questo è il significato di quel piccolo ramoscello di mimosa che riappare puntuale ogni 8 marzo. Se l’importanza dei diritti delle donne andrebbe ricordata ogni giorno, possiamo fare in modo che anche il nostro piccolo promemoria possa durare qualche giorno in più. A dirci come fare è la Coldiretti che, in occasione dell’8 marzo, ci spiega che per conservare la mimosa bisogna tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in ambiente fresco e umido, in quanto la mimosa rilascia molta acqua e si rischia di far seccare il fiore troppo rapidamente. Infine, una curiosità: circa il 90% delle mimose italiane proviene dalla zona di Imperia.

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