Mimosa dell’8 marzo: origine e conservazione

Mimosa

A fornire questo interessante dato, proprio in occasione dell’8 marzo, è la Coldiretti che ci svela anche una piccola curiosità. Oltre ad avere un alto valore simbolico, la mimosa si distingue per l’importante impatto ambientale, in quanto si tratta di una coltivazione realizzata con tecniche eco-compatibili soprattutto nei tipici terrazzamenti liguri che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all’abbandono.

“Se il 48% delle donne ama festeggiare la ricorrenza con i fiori – spiega la Coldiretti citando un’indagine Fipe -, la produzione nazionale di mimose è sufficiente a coprire le richieste a prezzi che nei campi hanno oscillato attorno ai 5 euro al chilo, inferiori fino al 20% rispetto al 2010”.

La qualità del fiore è peraltro eccellente perché le mimose per la festa della donna 2011 sono in leggero anticipo e non hanno avuto bisogno di essere conservate in frigorifero, grazie alle basse temperature.

A proposito di conservazione, come si mantiene la mimosa che ci è stata regalata? Coldiretti consiglia di tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in ambiente fresco e umido perché la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore.

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