Nube radioattiva da Ungheria, AIEA esclude pericoli salute

Energia Nucleare

Nel dettaglio, le autorità ungheresi della HAEA e l’AIEA parlano di un rilascio da parte dell’Institute of Isotopes avvenuto nella giornata di giovedì 8 settembre, mentre le cause che hanno portato alla liberazione dello iodio-131 sono ancora sotto inchiesta. Probabilmente si tratta di un incidente, considerato che l’azienda produce radioisotopi per applicazioni sanitarie, industriali e di ricerca.

Nonostante la nube sia in movimento, e non si esclude l’arrivo in Italia, la concentrazione di I-131 viene comunque ritenuta bassa e, precisa l’AIEA, “non vi è alcun problema di salute alla popolazione”. Per aiutarci a comprendere la situazione, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica spiega che se una qualsiasi persona respirasse lo iodio per un anno intero, ai livelli attualmente misurati nei paesi europei, la dose rientrerebbe nel range di 0,01 microsieverts all’anno. In prospettiva, la media annua è di 2400 microsieverts all’anno.

Perché tanta preoccupazione allora? La paura nasce dagli strascichi di Fukushima, ma anche dal mistero che ha avvolto questa foga di iodio-131. L’avviso del rinvenimento di tracce di iodio, infatti, è giunto all’AIEA da parte delle autorità della Repubblica Ceca lo scorso 11 novembre e l’Agenzia si è messa subito in contatto con i Paesi europei per determinare la gravità della situazione. Grazie all’aiuto della World Meteorological Organization (WMO), l’organizzazione mondiale che si occupa di fenomeni meteorologici, si è così riusciti a risalire all’origine del fenomeno e a tracciare una possibile traiettoria della nube. Ripetiamo dunque che, anche in caso di passaggio sull’Italia, l’AIEA esclude pericoli per la salute.

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