Phobos-Grunt come UARS e Rosat: altra sonda ricade sulla Terra

La sonda russa Phobos-Grunt

L’odissea spaziale di Phobos-Grunt sta per concludersi con un ultimo brivido per l’Agenzia Spaziale Russa e per tutti noi “terrestri”. Fuori controllo per l’avaria ai motori che ha pregiudicato la missione su Phobos, uno dei satelliti di Marte, la sonda dovrebbe ricadere sulla Terra tra domenica 15 e lunedì 16 gennaio prossimi.

E’ ancora troppo presto per stabilire quale sarà il punto dell’impatto con l’atmosfera terrestre, ma Phobos-Grunt rischia di lasciare una lunga e pericolosa scia di detriti che potrebbero ricadere sul terreno. Come per UARS e Rosat, molto dipenderà dalla resistenza dei materiali al momento dell’impatto che disintegrerà gran parte della sonda, la cui stanza è davvero notevole: circa 13 tonnellate di materiali di diverso genere.

In attesa di saperne di più sull’area potenzialmente interessata dalla caduta dei detriti, ricordiamo che la sonda Phobos-Grunt è stata lanciata appena due mesi fa, per la precisione l’8 novembre scorso, a bordo di un razzo di tipo Zenit. Il dispositivo non ha mai raggiunto la sua destinazione, il satellite marziano Phobos, in quanto un’avaria ai motori ha impedito alla sonda di spostarsi autonomamente. Secondo Therry Legault ed altri scienziati, l’avaria sarebbe stata causata dal cattivo orientamento in orbita, tale da impedire ai pannelli solari di raccogliere l’energia necessaria al funzionamento di tutti i dispositivi. Una soluzione al problema appare quanto mai improbabile, almeno a questo punto, e si attende solo il rientro di metà gennaio.

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