Referendum Costituzionale: Si vota il 4 dicembre

Man hand with pen over document select Yes or No.

 La nuova riforma costituzionale è pronta per essere sottoposta al giudizio dei cittadini italiani. Tutti gli aventi diritto sono chiamati alle urne il prossimo 4 dicembre. E’ dal 2014 che in Italia si parla di questa importante riforma costituzionale, richiesta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi l’8 aprile del 2014. Seguendo l’iter previsto dalla legge infine il 20 gennaio 2016 il Senato ha approvato il testo con 180 Sì e 112 No. Per l’approvazione della riforma è necessaria l’approvazione anche da parte dei cittadini, motivo per cui siamo tutti chiamati ad esprimerci il prossimo dicembre.

Il referendum costituzionale cosa prevede?

Il referendum 4 dicembre è una situazione unica. L’intera riforma è racchiusa in un quesito unico che non prevede la possibilità di approvare solo in parti specifiche le modifiche come succedeva per il referendum abrogativo. Votando per il Sì o per il No, i cittadini approveranno o non approveranno le modifiche nella loro interezza. Il quesito a cui ci si troverà di fronte è il seguente:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

Nello specifico per il referendum 4 dicembre cosa si vota? Le modifiche sostanziali sono proposte per il sistema del bicameralismo paritario che vedrebbe maggior potere legislativo alla Camera, riducendo i tempi di approvazione delle leggi e il continuo rimbalzo dei decreti da un organo all’altro. Il numero dei Senatori viene ridotto da 315 a 100, i componenti cambiano la loro natura e appartengono al gruppo di consiglieri regionali e sindaci che percepiranno il loro stipendio come unico indennizzo, ma acquisiranno l’immunità. I tagli ai costi della politica previsti comprendono altresì l’eliminazione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e la cancellazione delle Province dalla Costituzione come mossa per poterle abolire definitivamente in seguito. Viene modificato anche l’art 75 Costituzione ovvero il modo in cui si potranno richiedere referendum e iniziative popolari. A fronte di un maggior numero di firme, la riforma prevede un quorum inferiore e tempi certi per l’esame da parte della Camera.

Cosa votare dunque al prossimo referendum 4 dicembre si o no? Le posizioni sono opposte ed entrambe con ragioni valide. I sostenitori del Sì si concentrano sullo snellimento delle procedure e sui costi ridotti, mentre chi è contrario alla modifica della Costituzione sottolinea il fatto che la Camera otterrebbe troppo potere, si creerebbe confusione e attrito con le competenze regionali, che i costi andrebbero abbattuti in modo più importante e che i cittadini avrebbero meno possibilità di proporre iniziative legislative con la triplicazione delle firme necessarie.

Quello del prossimo 4 dicembre è un referendum confermativo, ciò prevede l’assenza di un quorum da raggiungere. La riforma verrà approvata o non approvata in base ai voti, ma non in base al numero di votanti.

Per approfondimenti visita il sito http://www.referendumcostituzionale.eu/

 

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