Rientro del satellite Rosat: possibili detriti tra il 22 e 23 ottobre

Il satellite Rosat

Come riportato nei giorni scorsi, a tenere sotto controllo il rientro di Rosat è l’agenzia spaziale tedesca DLR, ma alta è l’attenzione dei Paesi che temono di essere colpiti dai frammenti del satellite. Proprio per questo motivo, DLR è stata incaricata di fornire aggiornamenti continui sullo stato del rientro.

Ad analizzare le informazioni provenienti dalla Germania ci sono anche l’Agenzia Spaziale Italiana e la Protezione Civile che, nelle scorse ore, ha diramato il seguente comunicato: “L’ASI, nell’aggiornamento del 20 ottobre sulle previsioni del rientro in atmosfera del satellite dell’Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) Roentgen (X-ray) SATellite (ROSAT), ha comunicato al Dipartimento della Protezione civile che la finestra di incertezza all’interno della quale allo stato attuale si prevede il rientro del satellite in atmosfera si è ridotta rispetto alle indicazioni fornite ieri: si aprirebbe alle ore 15.00 di sabato 22 ottobre e si chiuderebbe alle ore 6.00 di lunedì 24 ottobre (ora si parla di 22-23 ottobre, ndr)”.

“Sempre il satellite Rosat, lanciato da Cape Canaveral il 1 giugno 1990 su un’orbita circolare a 575 km di altezza, non è più operativo dal 12 febbraio 1999 - spiega la Protezione Civile -. Ha una massa di 2.426 kg e a causa dei materiali resistenti al calore usati per la sua costruzione non si distruggerà completamente nell’impatto con l’atmosfera: si prevede che circa il 70% (diviso in una trentina di frammenti) raggiungerà il suolo. In base ai dati disponibili, la probabilità di impatto di frammenti del satellite sul territorio italiano è dell’1%”.

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