Saldi invernali 2012 dal 5 gennaio: 403 euro di spesa per famiglia

Scarpe

Il clima di incertezza economica ha influito, e non poco, sull’andamento dello shopping natalizio e ora i commercianti attendono con impazienza l’apertura dei saldi invernali per comprendere se gli italiani hanno davvero rinunciato a spendere o se, invece, hanno solo posticipato gli acquisti in previsione delle offerte.

A fornirci una stima sull’andamento dei prossimi saldi invernali è la Confcommercio, secondo la quale la spesa per ogni famiglia sarò, in media, di 403 euro (168 euro per persona) per l’acquisto di capi d’abbigliamento ed accessori. Il valore complessivo stimato per i saldi invernali 2012 è di 6,1 miliardi di euro, il 18% del fatturato annuo dell’intero settore.

Evitate “spiacevoli diatribe e competizioni interregionali”, come evidenziato da Renato Borghi di Federazione Moda Italia e Confcommercio, la data dei saldi invernali è praticamente unica in tutta Italia ed è fissata per giovedì 5 gennaio. Fanno eccezione la Basilicata e la Sicilia, dove gli sconti partiranno già dal 2 gennaio, così come il Molise e la provincia di Bolzano, dove si dovrà attendere fino al 7 gennaio. Come da tradizione, l’ultima regione interessata dai saldi sarà la valle d’Aosta, con il via in programma per il 10 gennaio. Diversa, invece, la durata dei saldi che arriverà fino a 90 giorni per la Campania.

Ad ogni modo, i veri affari si faranno nei primi giorni, quando la scelta di merce e taglie sarà ancora ampia. Vietato, invece, farsi prendere dalla fretta e dimenticarsi che le insidie sono dietro l’angolo. A tal proposito, ecco 5 utili indicazioni di Confcommercio per approfittare al meglio dei saldi invernali 2012:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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