Slow-aging: la dieta dell’eterna giovinezza

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Uno stile di vita adeguato, una corretta alimentazione ed una strenua lotta ai radicali liberi  sono i punti principali della dieta slow-aging.  Obiettivo finale: non solo perdere peso, ma anche rallentare, per quanto possibile, il nostro orologio biologico. Sembra impossibile eppure conciliare il piacere per la buona cucina con una vita sana e longeva non è poi così difficile, basta seguire piccole e semplici regole di base.

Il Dott. Pier Paolo Rovatti, specialista in chirurgia plastica,  autore del nuovo libro “La dieta slow-aging”, edito da Feltrinelli,  espone in chiari e facili passaggi gli step essenziali da seguire per condurre uno stile di vita in grado di rallentare il processo d’invecchiamento corporeo. Per poter elaborare una dieta slow-aging personalizzata  è innanzitutto necessario sottoporsi a due test diagnostici: il Bap ed il D-Rom test.
Questi esami, eseguiti su un campione di sangue prelevato da un polpastrello, consentono di conoscere il dosaggio esatto di radicali liberi presenti e le eventuali carenze di sostanze utili alla creazione di un’ efficace barriera antiossidante. Nel caso di carenze specifiche, il medico sarà in grado di riequilibrare il sistema con la semplice integrazione della sostanza mancante.

 Diminuire gli zuccheri per allungare il ciclo di vita

Ormai  è un dato di fatto, per rallentare il processo d’invecchiamento è necessario dare un taglio alla quantità di  zuccheri assimilati. Per uno stile di vita slow-aging è necessario mantenere una giusta proporzione fra carboidrati, grassi e proteine. Quando ingeriamo degli  zuccheri, nel nostro organismo si innesca una particolare reazione biochimica in grado di sollecitare l’insulina. Da qui il circolo vizioso, l’insulina attivata dagli  zuccheri ingeriti, induce il cervello a richiedere un ulteriore assunzione di carboidrati. Risultato non solo aumento di peso ma anche aumento di malattie dovute alla sovralimentazione, diabete, disfunzioni dell’apparato cardiovascolare e tumori.  Pensare di arginare il problema eliminando totalmente l’assunzione di carboidrati è del tutto errato.

E’ impensabile e poco salutare alimentarsi solo assumendo proteine o grassi. Per ottenere un giusto equilibrio nutritivo è indispensabile tenere d’occhio l’indice glicemico.  Da preferire l’assunzione di alimenti con un basso indice glicemico,  ad esempio verdura e frutta (eccezione per  castagne, banane, datteri, papaia, mango e fichi il cui  indice glicemico risulta essere tra i più alti). Amidi e cereali (tranne orzo ed avena decorticati alimenti considerati perfetti ed indispensabili in una dieta slow-aging) sono da assumere con moderazione visto il loro altissimo indice glicemico. Per rendere completa ed efficace la dieta low-aging non bisogna dimenticare l’assunzione di antiossidanti come la vitamina E e C, gli Omega 3, i polifenoli e i carotenoidi. Moltissimi sono i cibi presenti sulle nostre tavole  ricchi di antiossidanti, ad esempio verdure, legumi, agrumi e cereali. Esistono però altri cibi  poco conosciuti che proprio per le loro grandi proprietà antiossidantiandrebbero riscoperti e consumati in maniera frequente, fra questi le alghe (ricche di proteine, ferro, iodio e vitamine), il gomasio (regolatore dei livelli di colesterolo, protettore del fegato, ricco di antiossidanti), l’olio di macadamia e di argan, e l’aceto estratto dalla linfa della palma di cocco (ricco di vitamine B e C e protettivo dell’intestino).

 

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