Sonda Phobos-Grunt al rientro: frammenti nell’Oceano Indiano?

La sonda russa Phobos-Grunt

Dopo la notizia del rientro sulla Terra di Phobos-Grunt e le polemiche sulle responsabilità del fallimento della missione, per l’agenzia spaziale russa Roscosmos è tempo di aggiornamenti sullo stato del rientro della sonda. Come accaduto per UARS e Rosat, infatti, tutto il mondo si sta chiedendo in quali aeree cadranno i detriti del dispositivo dopo l’impatto con l’atmosfera terrestre.

Non siamo ai livelli di allarme registrati con UARS, il satellite protagonista del primo allarme dovuto all’immondizia spaziale, ma solo perché il mondo sta cercando di abituarsi a questo tipo di fenomeni, sempre più ricorrenti.

Ad ogni modo, tutti i paesi sono attenti all’evolversi della situazione relativa a Phobos-Grunt, anche se gli ultimi aggiornamenti dalla Russia indicano come probabile la caduta dei frammenti sopra l’Oceano Indiano, quando da noi saranno da poco passate le 10 di domenica 15 gennaio. Sia la zona d’impatto che l’orario andranno comunque ricalcolati poco prima dell’impatto con l’atmosfera, in quanto esistono diverse variabili. E’ anche per questo motivo che, nonostante la previsone appena citata, l’agenzia spaziale russa continua a tenere aperta la finestra di rientro del 14-16 gennaio.

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