Trapianto capelli: funziona davvero?

Se si ha in mente di sottoporsi a un trapianto capelli per non sentirsi più imbarazzati per colpa del problema della calvizie, è necessario conoscere in maniera approfondita le dinamiche e le caratteristiche di questo tipo di intervento. Occorre sapere, per esempio, che l’autotrapianto è un vero e proprio intervento chirurgico, per il quale c’è bisogno dell’apporto di uno staff di professionisti specializzati: figure di supporto al chirurgo che assicurino la buona riuscita dell’intervento. Oltre alla presenza di un anestesista, sono indispensabili quattro infermieri specializzati in chirurgia delle calvizie, a cui spetta il compito di separare le unità follicolari e di conservarle.

Chiunque può sottoporsi al trapianto di capelli?

Attenzione, però, perché il trapianto capelli non è un intervento a cui possono sottoporsi tutti. Si può intervenire, infatti, unicamente nel caso in cui l’operazione non comprometta l’esito. Si tratta, cioè, di prendere in esame il livello di calvizie e di diradamento, anche per valutare l’utilità di terapie di supporto che renderebbero inutile il trapianto. Ci sono diradamenti che possono essere recuperati con il plasma ricco di piastrine, per esempio, oppure con le terapie galeniche. Ancora, la mesoterapia combinata con l’assunzione di specifici integratori ha l’effetto di offrire un nutrimento superiore al bulbo pilifero.

Nel caso in cui si ricorra all’autotrapianto, in ogni caso, sono due le tecniche a disposizione, da scegliere in funzione delle necessità del paziente. Una è la tecnica FUT, nota anche come tecnica STRIP, in virtù della quale dalla nuca viene prelevata con un intervento chirurgico una losanga che contiene non più di 4mila unità follicolari (in base alla lunghezza e alla densità per centimetro quadrato) e che viene escissa. L’altra tecnica è la FUE: in questo caso le unità follicolari possono essere estratte senza che vi sia bisogno di eseguire incisioni in corrispondenza della nuca. Il numero di unità follicolari che possono essere prelevate con la tecnica FUE, tuttavia, è molto inferiore rispetto a ciò che è possibile fare con la tecnica FUT, che – invece – offre l’opportunità di recuperare un maggior numero di unità follicolari che possono essere impiantate in una seduta unica.

Quanto tempo serve?

A tal proposito, è bene mettere in evidenza che una seduta, in genere, è più che sufficiente per fare in modo che possano essere rinfoltite le aree su cui si vuole intervenire. Si potrebbe rendere indispensabile una seconda seduta, però, nel caso di una densità per centimetro quadrato poco elevata. Per ciò che concerne i costi, per la tecnica FUE la spesa prevista oscilla tra i 4mila e i 6mila euro, da valutare in base alle unità follicolari, mentre per la tecnica FUT si rimane tra i 3mila e i 6mila euro.

Non bisogna commettere lo sbaglio di pensare che l’autotrapianto rappresenti un modo per guarire dal problema della caduta dei capelli o per arrestare il fenomeno; esso è, invece, semplicemente un intervento attraverso il quale è possibile ridurre le aree diradate o glabre. Dopo l’intervento, dunque, è necessario intraprendere un percorso terapeutico che garantisca il mantenimento della chioma.

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