Uva, castagne e funghi: il caldo cambia i piani per i prodotti autunnali

Grappolo di uva

Se la vendemmia delle uve bianche è quasi terminata, in qualche zona è già il momento di raccogliere le castagne. Il caldo e la siccità (-73% di precipitazioni rispetto alla media) di agosto hanno portato ad un vero stravolgimento: “La vendemmia per le uve bianche destinate agli spumanti si è praticamente conclusa in un periodo in cui nel passato normalmente iniziava, ma si registra anche – sottolinea la Coldiretti – un inaspettato anticipo per il frutto più rappresentativo dell’autunno come le castagne”

Se per l’uva si prospetta un calo della quantità, per le castagne il discorso è diverso. L’inizio della raccolta, infatti, ha messo in evidenza un buon livello qualitativo, mentre a preoccupare sono i danni provocati da un insetto killer, il “Cinipide galligeno del castagno” arrivato in Italia dalla Cina.

“L’andamento climatico – spiega la Coldiretti – ha favorito la vendemmia che si prevede ottima dal punto di vista qualitativo, ma contenuta anche per effetto del caldo torrido di fine estate che ha influito sulla resa. L’inizio è avvenuto con un anticipo fino a quindici giorni nelle regioni del nord Italia e si è praticamente già conclusa per le uve bianche destinate agli spumanti che nel passato si iniziavano a vendemmiare proprio adesso”. Male invece, le prospettive per i funghi che richiedono come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco.

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