Voglio andare a vivere…più in là

Luggage handling

L’Italia è quella che è , c’è crisi, non si può continuare così: commenti come questi non sono rari, soprattutto negli ultimi anni. Non c’è certo da stupirsi che un po’ per convinzione e un po’ per seguire la moda (forzata) del momento, molti più o meno giovani decidano di abbandonare casa e terra materna, per cercare di realizzarsi  - o molto meno utopisticamente, di essere per lo meno retribuiti quando si svolge un qualsiasi tipo di lavoro – lontano dalle proprie radici.

Riuscire a risparmiare qualcosa per avere un budget decente alla partenza sembra già un’impresa titanica, ma non sono certo pochi quelli che riescono a tirar su qualche migliaia di euro da usare come base economica per una partenza decisa e concentrata: il punto focale è proprio questo, non perdere di vista il proprio obiettivo.

Le compagnie low cost facilitano gli spostamenti, assicurando per poche decine di euro biglietti competitivi per tratte continentali: dalla maggior parte degli areoporti italiani si possono raggiungere le maggiori capitali Europee a prezzi ragionevoli. Le mete più gettonate in tal senso sembrano essere ancora LondraBarcellona e Berlino, anche se l’Australia sta tornando (insieme ai paradisi tropicali e alla Grande Mela ) in pole position per quanto riguarda gli spostamenti più estremi.

Al frullato emotivo della partenza, subentra – però – quasi subito lo scontro con la realtà. A volte chi pensa di partire sottovaluta lo scontro/incontro culturale (lingua e abitudini in primis) e si catapulta in un incubo. Su forumblog e gruppi facebook le esperienze sono discordanti e contraddittorie. Un atteggiamento molto diffuso è l’intimidazione usata da alcuni espatriati come un vero e proprio atto di nonnismo nei confronti di chi è ancora – o quasi –  un ingenuo sognatore: non lasciatevi sopraffare, rendetevi conto che spesso è solo un modo di sfogare la propria frustrazione.

Ricominciare è un’idea allettante, quindi, ma bisogna stare attenti a moltissime cose: la scelta della meta è fondamentale per una serie di fattori culturali, economici ed emotivi. Per quanto l’Italia non offra in questo momento delle vere prospettive per costruirsi un futuro, però, ricordiamoci che è sempre casa nostra e che nessuna persona degna di tale appellativo ha mai rinnegato le proprie origini.

 

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