Anti tracciamanto di default per IE 10: tracking sites bloccati

IE 10

La privacy dei browser contro il “non possesso” del cloud, la questione è aperta. Mentre Steve “The Woz” Wozniak, co-fondatore di Apple, rilancia con forza la polemica legata alla gestione dei contenuti sulla nuvola, pronosticando scenari tetri per questa tecnologia sempre più diffusa, da Microsoft arriva la notizia di un browser più attento alla privacy dell’utente. Controsensi? Sì, ma anche questo è internet dei nostri giorni, una terra di mezzo in cui l’utente salva i tutti i suoi dati in archivi virtuali “non suoi”, come sostiene Wozniak, ma si sente più protetto quando impedisce al browser di fornire dati sulla navigazione. Verrebbe da pensare: “i rischi ci sono, ma fanno meno male se ne siamo consapevoli”.

Tornando a IE 10, nello specifico, la nuova versione del browser Microsoft arriverà con l’anti-tracciamento già attivato nelle impostazioni. Secondo quanto spiegato dal responsabile della privacy di Microsoft, Brendon Lynch, l’utente potrà comunque cambiare il comportamento di Internet Explorer in qualsiasi momento, già a partire dal setup di Windows 8, attraverso le opzioni Express Setting (Impostazioni veloci) o Customize (personalizzate) che nel primo caso attivano di default l’anti tracciamento, mentre nel secondo consentono di disabilitare la funzionalità DNT in modo selettivo. Sempre Lynch ha poi spiegato che gli utenti verranno informati delle modalità di impostazione dell’anti tracciamento attraverso una guida dettagliata.

Va detto che, per fretta o pigrizia, la maggior parte degli utenti di IE 10 e Windows 8 sceglierà le Impostazioni veloci attivando, di fatto, il Do not track. Quali le ripercussioni sulla navigazione degli utenti? In molti già conoscono il senso dell’anti tracciamento, ovvero l’impedire a determinati strumenti web di “leggere” nella cronologia di navigazione del browser, una funzionalità utilizzata soprattutto in campo pubblicitario. Che la scelta di Microsoft, in fondo, non sia altro che uno smacco a DoubleClick di Google? Qualcuno lo pensa, in fondo l’era dei tracking sites è cominciata proprio dai cookie dell’azienda newyorkese acquistata nel 2008 da Big G.

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