Cos’è e a cosa serve la conversation rate optimization

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COS’E’ LA CONVERSATION RATE OPTIMIZATION

Molto spesso può succedere che un utente web che naviga su un sito per la ricerca di informazioni di vario genere rimanga insoddisfatto dopo aver visitato una determinata pagina web. Che fare, dunque? Per le aziende che possiedono un sito web, una visita insoddisfacente equivale nella maggioranza dei casi ad un cliente perso. La soluzione a questo problema si chiama CRO, acronimo di Conversion Rate Optimization. A che cosa ci riferiamo? Per rispondere a questa domanda, cominciamo col darne una definizione. La Conversion Rate Optimization è l’insieme delle strategie che vengono studiate dalle aziende con lo scopo di migliorare la user experience offerta ai visitatori del sito o di qualsiasi altro canale online. Il fine ultimo di queste strategie è quello di aumentare il numero di clienti per mezzo della crescita della lead-generation, ovvero della conversione del visitatore anonimo-conosciuto. La
Conversion Rate Optimization, come possiamo dedurre da quanto detto nelle righe precedenti, può essere applicato non solamente a pagine web, ma anche ad email e social media, ed è spesso in relazione con il SEO (acronimo di Search Engine Optimization).

Quali sono le principali metodologie usate dalle aziende per massimizzare la propria Conversion Rate Optimization? Scopriamole nel prossimo paragrafo!

LE MIGLIORI STRATEGIE PER MIGLIORARE LA COVERSION RATE OPTIMIZATION

Sono molti i metodi che le imprese usano per migliorare l’esperienza dei visitatori dei loro canali online. Nelle righe che seguono elencheremo i principali.

1. La prima strategia utile a migliorare la Conversion Rate Optimization è studio delle heatmap, che si basa sull’analisi di ciò che i visitatori fanno all’interno del sito. Attraverso questa strategia è possibile vedere dove si muove il mouse dell’utente web e dove cadono i suoi click, e ciò consente di capire che cosa bisogna modificare per il CRO.

2. La seconda metodologia che le imprese utilizzano per migliorare il CRO è la definizione del profilo delle buyer-persona, che porta al soddisfacimento delle esigenze di ciascun visitatore attraverso un sistema di marketing automation per la gestione di contenuti smart, ovvero di contenuti che si modifcano in base alle esigenze del visitatore del canale. Il risultato di questa strategia è la creazione di contenuti targhettizzati e di design specifici per ciascun profilo delle buyer-persona.

3. L’ottimizzazione dei contenuti è il terzo modo per migliorare la user experience dei visitatori, e si articola in varie operazioni tra cui meritano particolare considerazione:

- la proposta di temi volti a soddisfare le esigenze dei visitatori o dei potenziali acquirenti;

- l’adattamento dello stile al contesto (sito web, social network, o blog);

- lo sfruttamento delle potenzialità dei contenuti visuali;

- l’offerta di contenuti educativi da scaricare;

- infine, l’applicazione di A/B test per verificare quale tipo di testo o di formato piace di più ai visitatori.

4. L’ultima strategia utilizzata dalle imprese per migliorare il CRO è l’ottimizzazione del design, che si articola in operazioni come lo studio dei layout, dei colori, delle spaziature, degli allineamenti o della posizione delle call-to-action. Molto spesso, infatti, per vedere crescere i numeri della propria lead generation o migliorare la user experience dei visitatori abituali può essere sufficiente riposizionare una call-to-action o modificarne il colore.

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