E’ proprio social il network?

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Indubbiamente è stata una vera e proprio rivoluzione della comunicazione che, attualmente pare diventato un modus vivendii del quale non se ne può proprio fare a meno.  Si parla di social network che nel giro di pochi anni, hanno trasformato totalmente la forma di comunicare ed interagire. I più famosi perchè più utilizzati sono Facebook e Twitter. Sono decisamente differenti sia come impostazione che anche come utilizzo anche se, in linea di massima, l’utilizzatore è sempre quasi lo stesso

Si può dire che nulla sarà più come prima: La storia di Facebook pare tratta da uno di quelle commediole americane a lieto fine ma la storia è vera e ha trasformato il suo inventore, una tra le persone più ricche ed influenti del mondo. L’idea nasce quasi per caso ad un brillante studente, lo sconosciuto Mark Zuckerberg che, crea un sistema capace di paragonare persone ad animali che viene battezzato Facemash e poi, elaborato con moltissime implementazioni che lo fecero divenire il primo Facebook. La piattaforma infatti, offre dei contenuti accattivanti che hanno decretato il successo planetario del social network, rendendolo il primo per ordine di importanza e numero degli iscritti.

Differente l’origine di Twitter, nato casualmente dall’esigenza di offrire un servizio di messaggeria agli utenti podcast di una radio e man mano trasformatosi in veicolo comunicazionale di larghissima diffusione che ha visto la sua svolta epocale durante la rivolta moldava e poi successivamente quella della primavera araba dove è stato  particolarmente usato per comunicare appuntamenti e news, conquistando così una importanza mondiale.

Non tutto quello che brilla è prezioso: Ma c’è -come in tutte le cose- anche il rovescio di una medaglia che sarebbe troppo brillante altrimenti. L’assidua frequentazione di queste piattaforme virtuali, si trasforma come una vera e propria droga quotidiana.

Il senso di protagonismo, la virtualità dove ci si trasforma in chi non si è nella realtà, le varie aberrazioni dettate dall’opportunismo, la solitudine che ci accompagna in una vita piena di gente sconosciuta, fanno di questi luoghi di incontro e di condivisione, delle vere e proprie prigioni dell’anima e, talvolta, anche del corpo. Allora ci si vede costretti a restare in rete più possibile anche grazie a strumenti multimediali di nuova generazione come tablet, smartphone, notebook da dove possibile mantenere quel cordone ombelicale con il mondo di tante amicizie virtuali piene di solitudine.

Per queste ragioni, la malversazione inconscia di strumenti che dovrebbero favorire la comunicazione (in parte lo fanno) ed avvicinare persone lontane, fanno sorgere il dubbio che il network non sia proprio così social come si crede…

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