Su Facebook il Vasco Rossi pensiero sul caso Nonciclopedia

Vivere o niente

Niente clippini ironici o dichiarazioni su alcol e droga, stavolta per Vasco Rossi c’è da difendersi da una moltitudine di utenti web che si sono apertamente schierati contro di lui per aver querelato un cult internet della satira (o presunta tale) come Nonciclopedia, chiuso nelle scorse ore dai suoi amministratori.

“Cosa pensiamo della libertà di espressione e altro lo testimonia l’esistenza di questo profilo per tutto quello che contiene, con il libero contributo di chiunque – spiega Vasco Rossi nel suo intervento su Facebook -. Abbiamo chiesto ad anonimi gestori di un sito ( secondo noi con contenuto diffamatorio ) di rendere non anonimi i gestori e gli inserzionisti”.

“La richiesta è stata considerata non ricevibile – continua la nota/post -, la risposta è che il sito non può essere considerato responsabile dei contenuti anonimi diffusi. Questo resta per noi un problema da chiarire, anonimi possono diffondere considerazioni del tipo: ‘V. Rossi è un vecchio bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole e deve la sua fama alla credulità di milioni di rimbambiti fatti e strafatti quanto e più di lui…. !’”.

Poi Vasco precisa: “Se questo è lecito saremo ben contenti di pagare danni e quanto serve agli anonimi gestori e inserzionisti di Nonciclopedia, in caso contrario proseguiremo nella richiesta di conoscere l’identità dei gestori del sito e degli autori anonimi delle attività solo diffamatorie e per nulla comiche o ‘satiriche’. Il contenuto di Nonciclopedia nelle parti segnalate da noi ai gestori non ha nulla a che fare con la satira”.

“Esistono per fortuna una discreta quantità di parodie e altro su Vasco create e diffuse – conclude il cantante -, state pur certi anche per il nostro divertimento, senza nessun contrasto in quanto arte sottoscritta da autori e interpreti con nome e cognome come la ‘vittima ‘ della stessa … meditate o meglio: fate quel che vi pare !!!”.

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