Google Shopping e Flight Search: è concorrenza sleale?

Aereo

Le critiche per il presunto abuso di posizione dominante da parte di Google nel settore dell’e-commerce non sono cosa nuova. Sin dall’apertura di Google Shopping, infatti, molti comparatori si erano lamentati del fatto che l’inclusione del servizio nella home page e al fianco dei risultati del motore di ricerca, utilizzato quasi dalla totalità degli utenti Internet, arrecassero un grave danno alle aziende che già operavano nel settore. Una polemica mai spenta in molti paesi del mondo e rilanciata, proprio in queste ore, dalla richiesta del comparatore brasiliano Buscape di un rapido intervento nei confronti di Google per garantire una “concorrenza leale”.

Ma, come detto, non è l’unica grana per Google legata al commercio elettronico. Sempre in queste ore, infatti, la questione si è ampliata al servizio di ricerca voli Google Flight Search, lanciato a settembre negli Stati Uniti, pochi mesi dopo l’acquisizione di ITA Software da parte del colosso di Mountain View. Pur approvata dal Governo federale degli Stati Uniti, l’operazione ha fatto imbestialire e non poco concorrenti del calibro di Expedia, Kayak e gli altri players maggiori del settore viaggi.

Secondo il Wall Street Journal, sarebbe già pronta un’azione legale nei confronti di Google colpevole, a detta dei concorrenti, di privilegiare i risultati del proprio motore di ricerca voli a dispetto di quelli dei concorrenti creando, di fatto, una condizione di concorrenza sleale. In particolare, i vari competitors contestano a Google la nuova pratica di inserire le proprie offerte in cima ai risultati del motore di ricerca quando l’utente digita le destinazioni. Il servizio di ricerca voli aerei di Google, lo ricordiamo, non è ancora operativo in Italia e, a quanto sembra, i rivali faranno di tutto per non farlo “volare” fino al nostro Paese… almeno in tempi brevi.

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